Se una quota inferiore all’1% del territorio mondiale fosse destinato al fotovoltaico, l’energia solare potrebbe coprire il 100% del fabbisogno energetico mondiale al 2050. Lo sostiene uno studio del WWF intitolato “Solar PV Atlas: solar power in harmony with nature” e presentato ad Abu Dhabi in occasione del World Future Energy Summit.

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Il report, elaborato in collaborazione con tre aziende leader del settore fotovoltaico (First Solar, 3TIER e Fresh Generation) punta a smentire le argomentazioni che vedono i pannelli come una minaccia per il paesaggio, mostrando che basterebbe una copertura minima per soddisfare addirittura la domanda elettrica globale.

Sette i casi studio presentati nella ricerca, in altrettanti Paesi: Indonesia, Madagascar, Messico, Marocco, Sud Africa, Turchia, e lo stato indiano del Madhya Pradesh. Gli esempi analizzati dal WWF mostrano che con una pianificazione adeguata, anche in condizioni di irraggiamento solare molto diverse da caso a caso, si riescono ad ottenere risultati importanti sul fronte della produzione di energia fotovoltaica. Senza arrecare danni gravi al paesaggio.

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Spiega il responsabile del settore Sostenibilità di First Solar, Lettemieke Mulder:

Le centrali elettriche fotovoltaiche possono consentire il raggiungimento di notevoli benefici, tra cui ritorni economici garantiti a breve termine. La sostituzione della rete elettrica esistente con pannelli fotovoltaici comporterebbe inoltre una riduzione significativa delle emissioni di gas a effetto serra e di metalli pesanti, così come del consumo idrico.

Il WWF, comunque, avverte: perché il fotovoltaico possa dare nei prossimi decenni un contributo decisivo in termini di sostenibilità energetica globale, occorre riprogettare le reti elettriche esistenti e programmare la realizzazione di impianti su larga scala collocati in punti strategici e gestiti in modo responsabile.

17 gennaio 2013
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Marco Galliano, giovedì 17 gennaio 2013 alle23:50 ha scritto: rispondi »

Non è uno "studio". È una provocazione.

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