Gli Stati Uniti potrebbero diventare un paese esportatore di energia entro il 2030, aiutati soprattutto dal settore solare. Ad annunciare la previsione è un nuovo report dell’Energy Information Administration (EIA).

Secondo i dati dell’Annual Energy Outlook le importazioni nette di energia negli Stati Uniti dovrebbe diminuire gradualmente tra il 2020 e il 2030, fino ad esaurirsi. I motivi sono legati a diversi fattori come il rallentamento della crescita della domanda, un importante aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili e un maggiore impiego delle fonti fossili per il consumo domestico. Adam Sieminski, amministratore della Energy Information Administration, ha spiegato:

Gli Stati Uniti sono stati un importatore netto di energia dal 1950. Lo scenario futuro, con la produzione di petrolio e gas naturale in continua crescita, l’aumento nell’uso di fonti rinnovabili e l’implementazione dell’efficienza nella domanda, indica però la possibilità di eliminare le importazioni nette di energia dal Paese nell’arco di tempo che va dal 2020 al 2030.

Secondo i dati sarà proprio l’energia solare a trainare l’aumento delle rinnovabili, grazie a un tasso di crescita annuo del 6,8%. I numeri del report EIA prevedono che gli Stati Uniti aggiungano 77 GW di capacità rinnovabile entro il 2040, con il 44% circa coperto dal settore solare. In particolare dovrebbero essere aggiunti 31 GW di energia fotovoltaica entro il 2030, mentre solo 9 GW arriveranno dal nucleare e 1 GW dal carbone.

Tutto questo porterà a notevoli passi rispetto ai programmi delineati dagli Stati Uniti per la tutela dell’ambiente. Complice l’aumento del gas naturale e la quota di energia elettrica prodotta dalle rinnovabili, i livelli di CO2 attualmente emessi dall’industria USA dovrebbero scendere al 2,3% annuo fra il 2013 e il 2040: anche nella peggiore delle ipotesi sarebbero comunque sotto il limite del 2005.

Non è solo l’Energy Information Administration a guardare agli Stati Uniti come uno dei Paesi che riuscirà a fare un “balzo in avanti” sulla strada della riconversione energetica. Anche Bloomberg New Energy Finance ha pubblicato da poco un report indicando il 2015 come l’anno “spartiacque” per la decarbonizzazione del settore energetico negli States. Sieminski ha concluso:

Secondo le osservazioni dei nostri analisti, le tecnologie energetiche innovative stanno ridisegnando il volto economico degli Stati Uniti: continuando su questa direzione, presto potremo parlare effettivamente di un’economia low carbon e di una conversione completa del settore energetico.

16 aprile 2015
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