Fotovoltaico spray per abbassare i costi delle celle solari

Tra le tante ricerche di avanguardia nel settore del solare, l’ultima novità ha a che fare con il fotovoltaico spray e proviene da uno studio condotto da alcuni scienziati della Università di Sheffield, nel Regno Unito. Spruzzare particelle con proprietà fotovoltaiche sulla plastica potrebbe ridurre, e di parecchio, i costi di questa tecnologia. Allo stesso tempo, moltiplicare all’infinito le sue possibili applicazioni come ad esempio su vetri e muri degli edifici, coperture per serre e tettucci delle future auto elettriche.

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Gli esperti di Sheffield, in collaborazione con quelli di Cambridge, hanno creato un nuovo sistema fotovoltaico spray che si basa, come ogni comune bomboletta che usiamo tutti i giorni, semplicemente sull’aria compressa. David Lidzey, professore a Sheffield, spiega di cosa si tratta esattamente:

La verniciatura spray è oggi utilizzata per dipingere le auto e nella stampa grafica. Abbiamo dimostrato che può essere utilizzata anche per per produrre celle fotovoltaiche, utilizzando una speciale plastica con semiconduttori.

Forse, in futuro, le superfici degli edifici e persino il tetto delle automobili produrranno senza problemi elettricità usando questi materiali.

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Poi Lidzey spiega in cosa il suo sistema si differenzia dagli altri esperimenti di fotovoltaico spray già in corso:

Abbiamo riscontrato che le prestazioni delle nostre celle solari realizzate con lo spray è la stessa di quella di altre celle realizzate a partire da metodi di ricerca più tradizionali, ma che non permettono di passare alla produzione in scala.

L’obiettivo è quello di ridurre la quantità di energia e di denaro necessari per fare le celle fotovoltaiche. Ciò vuol dire che abbiamo bisogno di materiali per le celle a basso contenuto di energia, ma anche di un processo produttivo che sia efficiente, affidabile e che consumi meno energia.

Oggi molte celle sono realizzate usando strumentazioni speciali e materiali come il silicio ed entrambi comportano una gran quantità di energia utilizzata. La plastica, al contrario, si produce con molta meno energia. Gli esperimenti di Lidzey e dei suoi colleghi al momento riguardano solo superfici plastiche piane, ma nulla toglie che lo stesso sistema possa essere applicato anche a pezzi di plastica formati e curvi. Purché siano molto lisci.

Gli unici due problemi di questa tecnologia sono la ancora bassa efficienza delle celle spruzzate rispetto a quelle classiche, quindi una bassa produzione di energia elettrica, e la scarsa tenuta nel tempo. Due problemi comuni a quasi tutte le sperimentazioni di frontiera nel fotovoltaico.

14 febbraio 2013
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