Si riapre l’accesa discussione sul decreto Spalma Incentivi, aspramente criticato dalle associazioni di settore per i tagli retroattivi agli incentivi erogati ai titolari di impianti fotovoltaici. A riaccendere le polemiche è stata la decisione della Corte Costituzionale di dichiarare legittimo il provvedimento.

Il presidente di assoRinnovabili Agostino Re Rebaudengo appresa la notizia non è riuscito a nascondere il suo sgomento. Secondo l’esperto un provvedimento che taglia gli incentivi già concessi ai contribuenti lede senza ombra di dubbio i diritti tutelati dalla nostra Costituzione.

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Tra i principi violati figurano la tutela del legittimo affidamento e la libertà di impresa. La decisione della Corte Costituzionale è un fulmine a ciel sereno per le associazioni di settore. Lo Spalma Incentivi è stato un duro colpo per l’industria delle rinnovabili italiana e il settore confidava nella decisione dei giudici per vedere finalmente tutelati i propri diritti contro i tagli retroattivi agli incentivi.

AssoRinnovabili ha già annunciato che dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza prenderà in considerazione l’ipotesi di avviare nuove azioni legali per difendere gli interessi dei produttori fotovoltaici italiani.

A mostrarsi indignata per la decisione della Corte Costituzionale è stata anche Italia Solare. Il presidente Paolo Rocco Viscontini si è detto profondamente sfiduciato nei confronti dello Stato, colpevole a suo avviso di aver tradito le imprese che investono nelle energie rinnovabili e i cittadini che hanno puntato sull’autoproduzione di elettricità pulita.

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L’esperto si è detto allarmato dagli effetti della decisione della Corte Costituzionale sul settore, già messo a dura prova dalla crisi. Conseguenze che a quanto pare si starebbero già manifestando:

Abbiamo notizia di diversi investitori che all’indomani della decisione della Corte Costituzionale hanno deciso di interrompere le loro attività in Italia.

Il presidente di Italia Solare ha accusato lo Stato di aver tradito non soltanto la fiducia degli investitori, ma anche i propri interessi. I produttori di energia solare sono stati trattati come speculatori, mentre hanno fornito un grosso servizio al Paese aiutandolo a rispettare gli obiettivi sulla riduzione delle emissioni e i target sulle rinnovabili fissati in sede europea.

Per Viscontini la decisione della Corte Costituzionale è “scellerata” e “ingiusta”. Anche Italia Solare attende con impazienza la pubblicazione delle motivazioni della sentenza per poter comprendere i fattori che hanno determinato l’ennesimo attacco al settore da parte delle istituzioni.

13 dicembre 2016
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I vostri commenti
giancarlo, mercoledì 14 dicembre 2016 alle17:53 ha scritto: rispondi »

visto che lo stato non mantiene gli impegni contrattuali rivelandosi inaffidabile non è possibile denunciare l'accordo, chiedere il versamento degli arretrati e cessare lo scambio sul posto passando al consumo diretto dell'energia prodotta?

franz il pulota, martedì 13 dicembre 2016 alle15:09 ha scritto: rispondi »

E' il solito giochetto a sostegno delle lobbies del petrolio!!! ( Cioè Ali Babà e i 40 ladroni...)

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