Il decreto taglia-bollette (DL 91/2014), che include il provvedimento cosiddetto spalma incentivi, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Diventa legge, dunque, la rimodulazione degli incentivi per gli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 200 kWp, che tante polemiche ha suscitato tra gli addetti ai lavori.

A partire dal 1 gennaio 2015, dunque, gli incentivi per gli impianti suddetti saranno erogati per 24 anni invece che per 20, senza interessi e con una riduzione delle tariffe, indicata in un allegato al decreto, che varia a seconda della durata residua degli incentivi stessi:

  • 12 anni residui (per arrivare a 20): riduzione incentivo pari al 25%
  • 13 anni residui: riduzione incentivo pari al 24%
  • 14 anni residui: riduzione incentivo pari al 22%
  • 15 anni residui: riduzione incentivo pari al 21%
  • 16 anni residui: riduzione incentivo pari al 20%
  • 17 anni residui: riduzione incentivo pari al 19%
  • 18 anni residui: riduzione incentivo pari al 18%
  • oltre 19 anni residui: riduzione incentivo pari al 17%


Confermate, in sostanza, le altre anticipazioni dei giorni scorsi: chi non vuole aderire alla rimodulazione potrà mantenere una durata ventennale dell’incentivo, con una riduzione dell’8% della tariffa riconosciuta al 25 giugno 2014 (data di entrata in vigore del DL 91/2014), per la durata residua del periodo di incentivazione, con decorrenza dal 1 gennaio 2015. La scelta dovrà essere comunicata al GSE entro il 30 novembre 2014.

Coloro che accetteranno la rimodulazione potranno usufruire di un sostegno creditizio da parte della Cassa Depositi e Prestiti, per un importo massimo pari alla differenza tra l’incentivo già spettante al 31 dicembre 2014 e l’incentivo “rimodulato”.

Penalizzati inoltre gli impianti fotovoltaici non incentivati ma basati sull’autoconsumo dell’elettricità prodotta: secondo il DL, su tutta l’energia elettrica consumata in SEU e reti private, si pagherà il 5% degli oneri generali di sistema.

Il decreto punta a ridurre del 10% la bolletta elettrica delle PMI italiane. I beneficiari dei tagli, in particolare, saranno 110.000 utenti collegati in Media Tensione e altri 600.000 collegati in Bassa Tensione con potenza impegnata superiore ai 16,5 kW.

Per quanto già in vigore, lo spalma incentivi potrà ancora subire modifiche in Parlamento durante la conversione in legge, che deve avvenire entro 60 giorni.

Immediato il commento di Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili:

Constatiamo con amarezza che, nonostante il parere sull’incostituzionalità della norma fornito dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale Onida, la nostra richiesta al Presidente della Repubblica di rinviare il decreto legge al Governo per eliminare lo spalma incentivi non è stata accolta. Confidiamo pertanto che l’Europa possa valutare la possibilità di indirizzare al Governo e al Parlamento Italiano un invito a riconsiderare la questione

L’associazione ha deciso di appellarsi al Commissario Europeo per l’Energia Günther Oettinger, chiedendogli un intervento contro il decreto appena pubblicato.

27 giugno 2014
I vostri commenti
Emilio, martedì 1 luglio 2014 alle16:13 ha scritto: rispondi »

Io non so davvero più come commentare questa situazione e vedendo le decisione che hanno preso mi viene proprio da pensare che ogni cosa detta sarebbe inutile. Nemmeno un folle proporrebe un decreto del genere, che non solo penalizza l' investitore, ma lo costringe a trovare mezzi alternativi (di emergenza) per far fronte ai debiti che ha aperto con le banche forte del contratto che aveva con lo stato Italiano. E' il colmo dei colmi, lo stato prima ti propone di diventare suo socio per onorare gli impegni che LORO hanno preso con l' eurora con il patto di Kioto (di realizzare impianti alimentati da fonti rinnovabili) per evitare di pagare multe salate, vista la presenza minima di impianti di questo tipo nel Ns paese; poi tutto dun tratto cambia idea e tu che lo hai aiutato impegnando i tuoi beni e non solo, rimani con il tuo mutuo da pagare ma non più con un incentivo che ti permette di farlo ma con un eresia che rischia di portarti al fallimento. Questo è il ringraziamento per aver rischiato tanto insieme a te e di averti aiuto? Grazie mille socio, sicuramente la prossima volta crederò nella tua parola. Che schifo, io spero proprio che prima o poi gli ITALIANI si sveglino ! ! ! ! Persa la fiducia siamo arrivati alla fine.

Alex, domenica 29 giugno 2014 alle22:12 ha scritto: rispondi »

Non è comprensibile come uno stato, una classe politica, possa pensare di risollevare l'economia di un paese con porcate simili. Lo spalma incentivi è il manifesto che ci troviamo in un paese dove non ci sono regole (che equivale a mio avviso ad avere le regole, e cambiarle unilateralmente a proprio piacimento), fatto che allontanerà quei pochi investimenti esteri nel ns paese (e non solo nel campo energetico), e che sposterà ulteriormente all'estero gli investitori italiani, certi di una maggiore serietà. La tassazione dell'auto consumo sui SEU, equivale un po a far pagare l'autostrada a chi va in bicicletta.. un controsenso assoluto, a favore delle solite lobby che hanno rovinato questo paese..

manuel, sabato 28 giugno 2014 alle21:21 ha scritto: rispondi »

è semplicemente un paese alla rovescia

TAMARA, sabato 28 giugno 2014 alle18:20 ha scritto: rispondi »

E' una vera vergogna...gente onesta e con voglia di investire e di crescere ha impegnato capitali importanti in questi impianti fotovoltaici, forti della sicurezza dell'investimento e affidandosi alla concretezza degli incentivi statali ed ora deve adesso richiare moltissimo, e parlo soprattutto di chi ha aperto mutui economici. Lo stato sta diventando il nemico di sé stesso..

antonio, sabato 28 giugno 2014 alle11:55 ha scritto: rispondi »

I tagli non vanno fatti a chi investe!!!!!!!!!!!!! e veramente penoso

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