Lo shale gas è solo una breve puntata nel racconto della storia energetica globale e il solare alla fine l’avrà vinta. È quello che gran parte del mondo ambientalista avrebbe voluto sentirsi dire da quando l’estrazione di idrocarburi da scisto ha fatto la sua comparsa, ma che non avrebbe sperato di udire. A dirlo adesso è il nuovo rapporto della società di ricerca energetica internazionale Wood Mackenzie.

Se da una parte infatti i prezzi dell’energia solare sono in continua diminuzione, quelli delle fonti fossili potranno anche diminuire nel breve periodo, com’è successo al petrolio negli ultimi tempi, ma a lungo termine il loro prezzo non potrà che rimanere elevato o aumentare. Questo potrebbe portare ad uno sviluppo del fotovoltaico nel prossimo futuro, in grado di mettere in crisi per lo meno i metodi più costosi e meno produttivi di estrazione di idrocarburi.

Secondo il rapporto entro il 2020 i prezzi del fotovoltaico saranno in grado di raggiungere la grid parity in almeno 19 Paesi, mentre entro il 2030 i Paesi saranno 38. Questo anche grazie a nuove tecnologie che permettono la realizzazione di pannelli solari più efficienti, come quelli a base di perovskite o quelli organici, che al momento sono lontani dall’inserirsi nel mercato, ma hanno delle enormi potenzialità per la loro versatilità. Prajit Ghosh, che ha diretto la ricerca ha così commentato:

Il ruolo del solare nel mercato nordamericano della potenza è cresciuto tantissimo, passando da un esperimento scientifico e una tecnologia di nicchia ad un concorrente rinnovabile chiave dell’eolico, una minaccia regionale per le tecnologie non rinnovabili e un potenziale disgregatore di modelli di business utility e del settore energetico in generale.

Per superare però il punto di rottura e passare quindi dalla teoria alla realtà bisognerebbe superare alcuni ostacoli come quelli normativi e quelli creati dall’abbassamento dei prezzi del greggio, con gli effetti conseguenti che questo ha sulle attività di perforazione e sui prezzi del gas.

Un passo avanti potrebbe essere nel frattempo l’adozione di meccanismi di compensazione e una sempre maggiore indipendenza dalla rete, che renda questa fonte rinnovabile più affidabile e costante.

23 febbraio 2015
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