Fotovoltaico: si rischia la carenza di personale qualificato

Non c’è pace per l’industria del fotovoltaico. Dopo il crollo dei prezzi, l’allarme disoccupazione e le polemiche per la concorrenza sleale delle aziende cinesi, l’ultima minaccia viene dalla possibile carenza di manodopera qualificata. Secondo un recente rapporto della Solar Foundation e del North American Board of Certified Energy Practitioners (NABCEP), la crescita che il settore ha avuto negli ultimi anni potrebbe rendere presto insufficiente il numero di lavoratori specializzati.

Solo nel 2011, del resto, la capacità fotovoltaica installata negli Stati Uniti è quasi raddoppiata, e procedendo a questi ritmi si potrebbe raggiungere la grid parity già nel 2015. Una prospettiva che, secondo il rapporto, imprimerebbe un’ulteriore accelerazione alle installazioni, rendendo insufficiente l’offerta di addetti qualificati.

La situazione, secondo gli autori dello studio, richiede un confronto piuttosto urgente tra l’industria del fotovoltaico, le autorità pubbliche e le strutture di formazione, in modo da evitare una probabile carenza di personale specializzato negli anni a venire.

Decisivo in particolare il ruolo degli enti di formazione, che dovranno riuscire a fare a meno delle significative sovvenzioni statali che, almeno negli USA, hanno finanziato il settore negli ultimi anni. Finora, infatti, il governo degli Stati Uniti è stato una notevole fonte di finanziamenti per la formazione della forza lavoro nel settore fotovoltaico, investendo circa 60 milioni di dollari dal 2009 a oggi in prestiti, sovvenzioni e contratti stipulati nell’ambito del Recovery and Reinvestment Act (ARRA).

Fondi che però sono destinati a esaurirsi ben presto, lasciando il comparto solare nella necessità di individuare altri canali di finanziamento per preparare i futuri tecnici e lavoratori specializzati. Nel rapporto Solar Foundation vengono individuate diverse soluzioni, che vanno dai partenariati pubblico-privato al ricorso a prestiti “revolving”. Un’altra strada, infine, potrebbe essere quella del crowdsourcing online: avviare effettivamente i corsi di formazione solo dopo aver raggiunto un numero di iscritti tale da sostenere finanziariamente il corso stesso.

28 novembre 2012
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento