Il Ministero dello Sviluppo Economico ha rivendicato la legittimità della nuova disciplina approvata dall’Autorità per l’Energia che vieta la realizzazione di Sistemi di Distribuzione Chiusi, ostacolando di fatto la diffusione degli impianti a energie rinnovabili negli edifici. Secondo il MISE il divieto non avrà invece impatti negativi dal momento che l’Italia ha già centrato gli obiettivi comunitari sulle rinnovabili.

A preoccupare gli operatori del settore è anche l’annuncio dell’eliminazione dell’esenzione degli oneri sull’autoconsumo per i SEU. A pagare saranno tutti i consumatori. La nuova norma premierà soltanto gli utenti più energivori.

Secondo il Movimento 5 Stelle che ha presentato un’interrogazione parlamentare a luglio 2015 la disciplina AEEGSI bloccherà il mercato delle rinnovabili. Le nuove norme infatti impediscono la realizzazione di impianti per l’autoconsumo alimentati da fonti pulite nei condomini e negli altri edifici estesi. Gli SDC potranno essere realizzati soltanto a fronte di un accordo con le imprese distributrici locali e dell’autorizzazione ministeriale.

Il senatore del Movimento 5 Stelle Gianni Girotto fa notare al Governo che l’UE multerà l’Italia per la nuova disciplina dell’AEEGSI. Le disposizioni comunitarie infatti non vietano gli SDC. Inoltre i Sistemi di Distribuzione Chiusi sono ammessi dalla stessa normativa nazionale. I pentastellati si dichiarano perplessi dalle nuove norme che proseguono in direzione opposta agli obiettivi di efficienza energetica e promozione delle fonti rinnovabili fissati dal Governo:

In Italia non è possibile produrre e cedere energia alle utenze vicine perché gli operatori vengono orientati dalle Faq dell’Autorità che ribaltano la norma primaria, impedendo di collegare un SEU a un SDC.

Girotto fa notare al MISE che senza la creazione di reti private è impossibile centrare i target comunitari sulla generazione distribuita e rinnovare il parco edilizio italiano con edifici a energia quasi zero. Il senatore pentastellato invita il MISE a consultare attentamente il documento C 339 pubblicato il 15 luglio 2015 dalla Commissione Europea. Nel documento le autorità comunitarie invitano esplicitamente gli Stati membri a incentivare le reti private. In Italia invece l’Autorità per l’Energia sta disincentivando l’autoconsumo costringendo gli utenti a immettere in rete l’energia prodotta.

13 gennaio 2016
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I vostri commenti
massimo, mercoledì 13 gennaio 2016 alle22:46 ha scritto: rispondi »

il futuro è autoproduzione risparmiando le accise e lo spreco di energia nel trasporto. Naturalmente ciò che fa paura al governo è soprattutto la fine delle tasse se si autoproduce.

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