Il 2012 è stato un anno difficile per il settore fotovoltaico, ma il 2013 sarà ancora in crescita soprattutto grazie all’impetuoso sviluppo di Cina e Giappone. Ne è convinta Jenny Chase, analista di Bloomberg New Energy Finance che ha aperto questa mattina i lavori del Global Solar Summit all’interno del SolarExpo di Milano.

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La Chase, tuttavia, precisa che il problema dell’eccesso di capacità produttiva non è affatto superato e che il processo di consolidamento del mercato con fusioni e acquisizioni continuerà nel 2013. I prezzi, però, si dovrebbero stabilizzare.

Una stabilizzazione che eviterà picchi isterici, ma non fermerà il processo di declino del prezzo al Watt del fotovoltaico. Per gli impianti a terra, infatti, la Chase ipotizza un costo complessivo (moduli, inverte, costi dello sviluppatore etc etc) pari a 1.52 dollari al Watt nel 2013. Erano 1.59 nel 2012 e saranno 1.19 nel 2020.

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Altra previsione importante è quella sulla possibilità delle aziende di restare sul mercato e non fallire. La Chase prevede molti fallimenti nei prossimi due anni.

Come già accennato Cina, Giappone ma anche Germania continueranno a essere i mercati migliori. Significativo che la Chase non abbia fatto il minimo accenno all’Italia nella sua relazione al Global Solar Summit di Milano.

Il Giappone, spiega l’analista di Bloomberg, ha installato 1 GW nel 2012 e molto di più ne installerà quest’anno nonostante un taglio del 10% alle tariffe incentivanti. La Cina, invece, sta studiando incentivi specifici per il fotovoltaico distribuito sui tetti. La Germania, infine, secondo i calcoli della Chase resta ancora un buon mercato per investire nel fotovoltaico.

Confermato, però, l’attuale strapotere dei cinesi: la Cina, nel 2012, ha prodotto il 71% dei moduli installati nel mondo.

8 maggio 2013
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