L’Italia si conferma il secondo Paese al Mondo, dopo la Germania, per installazioni di impianti fotovoltaici. La stima porta la firma autorevole del GSE ed il merito di tale successo ha un nome ben preciso: Conto Energia.

I tanto criticati finanziamenti a pioggia, dunque, hanno almeno svolto il ruolo di volano per la diffusione di pannelli in tutto lo stivale e nelle isole.

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L’Italia a fine 2012 contava 478.331 impianti, di cui 148.135 unità installate soltanto nell’ultimo anno, per una potenza generale di 16.420 MW e qualcosa come 18.862 GWh di energia prodotta nel corso dei dodici mesi.

Certamente la Germania, nonostante un’esposizione solare decisamente minore per motivi squisitamente geografici, conta di una potenza installata praticamente doppia, ma si può comunque considerare il secondo posto del nostro Paese come un dato estremamente significativo.

Dato che va però unito ad un’ultima considerazione, quella del costo che i vari Conti Energia hanno per il nostro Paese. Solo nel 2012, l’Italia ha versato per coprire i contributi al fotovoltaico qualcosa come 6 miliardi di euro. Non esattamente una cifra di poco conto. Ed i vari avversari del fotovoltaico, ad esempio Chicco Testa, si concentrano proprio su tale punto per tentare di dimostrare la miopia di tale politica.

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Ma la vera domanda da porsi, forse, è capire cosa sarà del fotovoltaico italiano ora che i rubinetti del Conto Energia sono stati chiusi. Il settore riuscirà a crescere nonostante l’assenza di aiuti statali? E quali metodi alternativi le istituzioni italiane possono immaginare per dare, comunque, una mano alle nostre imprese?

27 maggio 2013
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