Comitato IFI, Azione Energia Solare (AES) e Confabitare si mettono insieme per fornire ai proprietari di immobili impianti fotovoltaici di taglia residenziale made in Italy a costi vantaggiosi. Quello che le tre associazioni vorrebbero realizzare è una sorta di filiera del fotovoltaico a km zero.

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Il Comitato IFI rappresenta i produttori italiani di pannelli solari, AES riunisce circa 1.200 piccoli installatori e progettisti di impianti fotovoltaici, mentre Confabitare è l’associazione che tutela gli interessi dei piccoli proprietari immobiliari.

C’è tutto: il produttore, l’installatore, il consumatore. C’è anche lo sconto, riservato ai membri di Confabitare che scelgono pannelli prodotti da affiliati IFI installati da associati AES.

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L’iniziativa, che verrà presentata nel corso di Solarexpo 2013 (Milano, 8-10 maggio), in realtà è già iniziata con la firma di un protocollo di intesa tra AES e Confabitare a cui si è appena aggiunto l’accordo con il Comitato IFI. Per Giorgio Ruffini, presidente di AES, lo scopo principale dell’iniziativa è arginare gli effetti della crisi del fotovoltaico:

Si tratta di un programma ambizioso, per il quale è importante la collaborazione più ampia. Sarà un grande lavoro che faremo insieme a tutti coloro che vorranno essere coinvolti, per combattere la crisi e per rilanciare un aspetto del fotovoltaico, quello dei piccoli impianti realizzati per soddisfare l’autoconsumo, che è sempre stato l’obiettivo primario di AES.

La collaborazione con i produttori italiani sarà l’asse portante di questo progetto e l’accordo siglato con IFI riteniamo possa essere il suggello di una operazione di successo.

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Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato IFI, mette in luce la duplice valenza del progetto:

Da una lato la valenza di business data dal potenziale di sviluppo di impianti di taglia residenziale, che rappresentano il miglior esempio della generazione distribuita e, quindi, del lato maggiormente virtuoso dell’applicazione fotovoltaica.

Dall’altro lato, la valenza di un progetto di filiera interamente nazionale a testimonianza che all’interno della filiera fotovoltaica esiste un riconoscimento della qualità del prodotto italiano come uno dei maggiormente performanti e certificati a livello mondiale.

Qualità che supera il prodotto e diviene con progetti di questo rango qualità di servizio, assistenza e disseminazione formativa e informativa.

I protocolli di intesa, infatti, prevedono non solo l’aspetto commerciale. Da una parte gli installatori e i tecnici si impegnano a realizzare solo impianti di alta qualità con componenti prevalentemente italiani, dall’altra avranno a disposizione corsi di aggiornamento negli stabilimenti produttivi degli aderenti IFI.

Quello che Comitato IFI, AES e Confabitare non dicono, ma che chi segue il mercato fotovoltaico capisce al volo, è che è partita la sfida italiana al fotovoltaico cinese.

Che arrivino o meno i dazi europei al solare made in China, infatti, il fotovoltaico italiano sta per entrare nella fase della maturità. Quella in cui non può più contare sugli incentivi statali. A questo punto inizia la vera concorrenza tra i produttori e, allo stesso tempo, inizia ad essere importante per i consumatori fare scelte ponderate.

Fino a pochi mesi fa, grazie agli incentivi, un impianto di scarsa qualità pagato per buono si ripagava ugualmente in pochi anni. D’ora in poi non sarà più così e chi vuole installare il fotovoltaico sul proprio tetto farebbe bene a informarsi e a mettersi nelle mani di gente competente. L’intesa tra Comitato IFI, Azione Energia Solare e Confabitare va in questa direzione.

15 aprile 2013
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