Lo shale gas non rappresenta una minaccia per il futuro delle rinnovabili. Anzi, grazie allo sviluppo del gas di scisto, il fotovoltaico potrebbe veder migliorare la sua diffusione, raggiungendo addirittura la grid parity col gas naturale intorno al 2025. A sostenerlo è l’ultimo rapporto di Lux Research, intitolato “Cheap Natural Gas: Fracturing Dreams of a Solar Future”.

Secondo lo studio, il fotovoltaico potrebbe appunto beneficiare della maggiore disponibilità di gas a buon mercato. L’idea, infatti, è che possa svilupparsi una tecnologia ibrida gas/solare, che permetta una più semplice diffusione dell’energia fotovoltaica senza bisogno di costosi interventi infrastrutturali. La previsione di Lux research si basa su uno studio condotto su 10 regioni del mondo. In base all’analisi, i ricercatori hanno concluso inoltre che l’energia solare potrebbe colmare il divario di prezzo con il gas a ciclo combinato già entro il 2025.

La stima è stata fatta sulla base di un previsto calo del 39% del costo di un impianto fotovoltaico entro il 2030, e il contestuale aumento del prezzo dell’energia prodotta dal gas naturale. Tuttavia, Lux Research prevede che il passaggio dal solare incentivato a quello non sovvenzionato, in particolare nei principali mercati di Cina, Giappone e Stati Uniti, possa essere turbolento, perché è improbabile che il fotovoltaico raggiunga costi competitivi con il gas quando gli incentivi saranno aboliti. Per prepararsi a questo probabile scenario, spiegano gli analisti, le aziende dovrebbero iniziare a sviluppare sistemi ibridi gas/solare che siano in grado di approfittare dei prezzi bassi del gas.

Spiega l’autore principale del rapporto, Ed Cahill:

A livello macroeconomico, un ‘età dell’oro del gas può essere un ponte verso un futuro rinnovabile: il gas sostituirà il carbone fino a quando il solare diventerà competitivo senza incentivi. A livello microeconomico, il solare integrato con il gas naturale può contribuire a ridurre i costi.

3 dicembre 2013
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I vostri commenti
Angelo, mercoledì 4 dicembre 2013 alle16:14 ha scritto: rispondi »

E daiiè con il gas di scisto ! ! ! E il radon cancerogeno e i terremoti, dove li mettiamooooo !!!!

Silvano Ghezzo, mercoledì 4 dicembre 2013 alle0:01 ha scritto: rispondi »

Sinceramente mi sembra la "zolletta di zucchero" per farci ingoiare la "pillola amara" della devastazione ambientale che produrrebbe l'estrazione di shale gas..

Paolo, martedì 3 dicembre 2013 alle22:31 ha scritto: rispondi »

Se c'è una possibile influenza dello shale gas sul PV semmai sarà quella di far diminuire il prezzo del gas, ritardando quindi il momento in cui il PV potrà effettivamente essere considerato come competitivo rispetto al gas

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