Il fotovoltaico italiano sembra aver superato indenne i tagli retroattivi agli incentivi e il quadro normativo incerto che hanno destabilizzato il mercato negli ultimi anni. Lo dimostrano i dati sulle nuove installazioni registrate nei primi 5 mesi del 2016, a quota +58% rispetto allo stesso periodo del 2015, per un totale di 164,8 MW.

Secondo le stime degli analisti da qui al 2020 l’Italia installerà 4 GW di fotovoltaico. A prospettare un quadro favorevole è anche uno studio presentato ieri a Milano dall’RSE – Ricerca sul Sistema Energetico.

L’analisi dal titolo: “Fotovoltaico: power to the people?” prevede una fase di rinascita per il solare italiano. Il rilancio sarà guidato dalle aziende più forti che sono riuscite a superare indenni i tagli agli incentivi e il crollo delle installazioni, puntando sull’innovazione tecnologica. Secondo l’RSE le imprese fotovoltaiche italiane sono pronte a offrire il loro contributo determinante ai nuovi target climatici fissati alla COP21 di Parigi.

L’ad di RSE Stefano Besseghini si è detto fiducioso sulle capacità di rinnovamento delle imprese italiane, rimaste in piedi negli anni scorsi a dispetto della crisi:

È un momento fecondo che sta uscendo dagli eccessi dell’incentivazione, ha superato l’impatto di una profonda depressione, causata dal venir meno delle sovvenzioni e, grazie all’evoluzione darwiniana degli operatori, ha ora lasciato attive sul mercato aziende che possono essere credibili interpreti del rilancio.

L’esperto spiega che nella generazione distribuita il fotovoltaico ha assunto una posizione dominante garantita dalla scalabilità, dai costi competitivi e dalla semplicità e versatilità della tecnologia. Negli ultimi 5 anni i costi dell’energia solare si sono inoltre ridotti grazie ai progressi tecnologici e alla produzione su scala industriale.

Lo studio dell’RSE intravede proprio nella versatilità il punto di forza del fotovoltaico rispetto ad altre fonti rinnovabili, come l’eolico e l’idroelettrico:

La generazione fotovoltaica è un settore maturo, affidabile e in grado di supportare la diversificazione del mix nei Paesi sviluppati (in una combinazione gas-rinnovabili) e di rappresentare analoga rilevanza nei Paesi in via di sviluppo, spesso avvantaggiati anche da una significativa disponibilità della fonte.

7 luglio 2016
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