La riforma delle tariffe elettriche approvata nei giorni scorsi dall’Autorità per l’Energia danneggia i proprietari di impianti fotovoltaici domestici. Ne è convinto l’avvocato Emilio Sani esperto di politiche energetiche. Sani critica, in un’intervista concessa al portale specializzato QualEnergia, le modifiche alle tariffe per i clienti domestici che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2018 dopo un biennio di transizione.

L’eliminazione della tariffa progressiva secondo il legale premierà chi consuma più energia, penalizzando chi ha puntato sull’autoproduzione di elettricità pulita e sulla cogenerazione. Questa categoria di utenti vedrà diminuire i risparmi conseguiti in bolletta grazie all’energia autoprodotta. Sani spiega che le nuove tariffe elettriche non progressive osteggiano le fonti rinnovabili, rendendo meno conveniente l’installazione di un impianto fotovoltaico residenziale.

Secondo le stime dell’esperto per effetto della riforma il risparmio conseguito con l’autoproduzione di energia fotovoltaica arriverà a dimezzarsi. I vantaggi economici ottenuti tramite gli interventi per il risparmio energetico si ridurranno di un terzo.

L’incremento delle bollette per la maggior parte dei clienti domestici con consumi medi si sarebbe potuto evitare accogliendo le richieste avanzate dalle associazioni di settore. I rappresentanti dell’industria delle rinnovabili italiana avevano chiesto all’Autorità per l’Energia di tassare maggiormente i clienti domestici con consumi superiori a 3.400 kWh/anno non giustificati da un nucleo familiare numeroso.

La proposta prevedeva l’eliminazione del “malus” a seguito dell’installazione di una pompa di calore. Purtroppo l’AEEGSI ha respinto la richiesta trincerandosi dietro alle difficoltà di applicazione.

Per Sani le misure a sostegno delle pompe di calore contenute nella riforma non sono sufficienti a rispettare le normative comunitarie in materia di efficienza energetica. Le direttive UE invitano gli Stati membri a promuovere le pompe di calore insieme agli impianti fotovoltaici domestici per ridurre i consumi residenziali e le emissioni. Gli oneri di rete dirottati sui costi fissi andranno invece a tutto vantaggio dei distributori, penalizzando i clienti finali e il settore delle rinnovabili.

La posizione di Sani è condivisa anche dal senatore Gianni Girotto. L’esponente del Movimento 5 Stelle ha usato toni duri per definire la riforma dell’AEEGSI ritenuta una “subdola manovra del governo”.

Girotto ha indicato tre conseguenze negative del provvedimento: l’aumento delle bollette per le famiglie a basso reddito con consumi di energia bassi; la penalizzazione delle tecnologie per il risparmio energetico e delle fonti rinnovabili; la stabilizzazione degli utili per le multinazionali dell’energia avvantaggiate dai costi di rete fissi. Il senatore accusa il governo di truffare gli italiani e prevede migliaia di ricorsi contro la riforma delle tariffe elettriche avviati dalle categorie di consumatori più penalizzate.

4 dicembre 2015
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