Fotovoltaico: prove di armistizio fra Cina ed Europa

Abbiamo parlato spesso in queste pagine della guerra commerciale fra Cina ed Europa rispetto alla produzione e commercializzazione di prodotti fotovoltaici. Se l’UE accusa il gigante asiatico di scorrette pratiche di dumping, si vede rispondere alle accuse con ricorsi contro le misure protezioniste usate.

Sotto banco, però, si agitano anche tentativi di pace. Lo rende noto il commissario europeo del Commercio Karel De Gucht in una recente intervista con la giornalista Lénaïc Vaudin. L’obiettivo è arrivare a una forma di mediazione condivisa fra protezionismo e concorrenzialità cinese. E questo riguarda specificatamente il mondo del fotovoltaico, ma non soltanto. I bassi prezzi delle merci cinesi nel medio termine possono essere svantaggiosi per le stesse industrie di Pechino: un collasso del sistema Europa, tenendo conto del fatto che la Cina sta acquistando debito pubblico europeo e del fatto che il mercato europeo sia un fondamentale luogo di sbarco per i prodotti cinesi, porterebbe danni a tutto il sistema economico mondiale.

Pechino e Bruxelles, secondo Gucht starebbero trattando per delle risoluzioni condivise, a dispetto delle ostilità tra Cina ed Europa sulle rispettive industrie legate al solare, i negoziati sul commercio sono ancora aperti:

Non sono interessato in una guerra commerciale con la Cina

Gucht ha però precisato come la battaglia sul fotovoltaico sia solo una piccola parte della posta in gioco. A conti fatti, il fotovoltaico conta al livello del commercio globale poco più dell’1%.

15 novembre 2012
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