Dopo i ripetuti appelli delle associazioni di categoria e di quelle ambientaliste, ora anche i singoli imprenditori delle rinnovabili ci mettono la faccia e chiedono al Governo regole chiare e stabili per lo sviluppo delle rinnovabili.

Se al SolarExpo 2013 di Milano era stato Giovanni Simoni, presidente di Kenergia e di Assosolare, a chiedere stabilità ora tocca a Averaldo Farri, consigliere delegato della multinazionale Power-One recentemente comprata dalla svizzera ABB per un miliardo di euro, scrivere al presidente del Consiglio Enrico Letta e al suo ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. Scrive Farri al Governo:

Stanno finendo i fondi relativi al V Conto Energia. Si può continuare a dare una prospettiva al nostro settore a costo zero o a costi assolutamente trascurabili se confrontati con i ritorni e con i benefici che ne trarremo come Paese.

Si sentono voci allarmanti di revisione delle regole in atto che davvero ucciderebbero definitivamente il settore. Se non sposeremo il cambiamento radicale rappresentato dall’energia distribuita e delocalizzata, quale altro settore può sviluppare in Italia altrettante opportunità di lavoro e di sviluppo industriale?

Le voci alle quali fa riferimento Farri sono quelle dell’ipotesi di far pagare gli oneri di rete anche alle rinnovabili o, addirittura, di imporre un taglio retroattivo agli incentivi al fotovoltaico. Taglio che, secondo le voci di corridoio, potrebbero essere nascosti dietro una tassazione dal 12% al 18% dei ricavi derivanti dai vari Conto Energia. Soldi che, oltre la beffa il danno, potrebbero servire a pagare il famigerato capacity payment alle aziende del termoelettrico in crisi.

Eppure, spiega Power-One, l’anno scorso abbiamo risparmiato 2,5 miliardi di euro dalla fattura energetica italiana grazie alle rinnovabili e il settore offre lavoro a oltre 20 mila addetti tra diretti e indiretti. Continua Farri:

Si sta perdendo tempo. C’è bisogno di regole certe, subito. Ne va di migliaia di posti di lavoro anche per noi di Power-One. Per questo ci appelliamo al Governo, al primo ministro Letta e al ministro Zanonato affinché il bene fatto finora al sistema Paese non sia disperso e affinché non si ascoltino le falsità propugnate dalle lobby energetiche che, potenti quanto miopi, non vedono il bene del paese ma solo il loro immediato tornaconto.

L’appello di Farri, a questo punto, è semplice: state attenti a quel che fate, non penalizzate ulteriormente il settore delle rinnovabili o lo costringerete ad abbassare la saracinesca, chiudere gli stabilimenti, mandare i lavoratori a casa.

15 maggio 2013
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Lucio Magon, giovedì 16 maggio 2013 alle10:12 ha scritto: rispondi »

Io Lucio sto ancora aspettando li incentivi dopo 8 mesi che l'impianto fotovoltaico e in funzione faccio parte del 5 conto energia il GSE dovrebbe vergognarsi di queste cose ormai non ci credo piu' che arrivino questi incentivi sono tutte balle li enti pubblici sono abituati a prenderci in giro

Lascia un commento