Per ridurre le emissioni di CO2 e centrare i suoi ambiziosi obiettivi sulle fonti rinnovabili, la California dovrebbe puntare maggiormente sull’energia solare. A suggerirlo sono gli esperti della Carnegie Institution in una recente analisi sulle prospettive del fotovoltaico nello Stato americano.

Secondo gli autori dello studio, Rebecca R. Hernandez, Madison K. Hoffacker e Chris Field, la California potrebbe arrivare a soddisfare fino a 5 volte i suoi consumi complessivi di energia sfruttando il fotovoltaico domestico e le centrali solari a concentrazione.

Nello specifico ogni anno lo Stato potrebbe produrre 15 mila terawattora di energia dal fotovoltaico e altri 6 mila terawattora dal solare a concentrazione. Uno dei lati positivi di questa massiccia transizione energetica verso l’energia solare, evidenziato dagli analisti, è lo scarso impatto ambientale.

I ricercatori spiegano infatti che la California potrebbe aumentare enormemente la potenza solare installata realizzando nuovi impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici residenziali e commerciali, senza andare ad occupare nuovo suolo.

Per quanto riguarda le centrali solari a concentrazione potrebbero essere costruite su aree dismesse e di scarso valore ambientale, ormai inutilizzabili per la produzione agricola.

Sfruttando lo spazio sui tetti e i terreni degradati la California avrebbe a disposizione complessivamente una superficie di 33.560 chilometri quadrati per installare impianti fotovoltaici e centrali solari a concentrazione. Secondo gli esperti grazie al fotovoltaico la California potrà raggiungere senza sforzi i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, fissati all’80% entro il 2050 rispetto ai livelli di inquinamento registrati nel 1990.

Lo Stato intende produrre il 33% dell’energia complessiva da fonti rinnovabili già entro il 2020. I ricercatori spiegano che questo obiettivo è perfettamente compatibile con la tutela dell’ambiente, a patto di favorire il fotovoltaico a km zero.

Se la California punterà sull’energia solare l’elettricità pulita potrebbe essere prodotta a basso costo senza allontanarsi troppo dai luoghi in cui viene consumata e senza sottrarre suoli all’agricoltura e alle aree naturali.

18 marzo 2015
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