L’obiettivo della Goal Zero, azienda statunitense, è quello di fornire ai propri clienti sistemi fotovoltaici portatili e flessibili per l’auto-produzione energetica mobile.

In pratica si tratta di vendere, oltre a vari accessori, degli accumulatori elettrici e dei comodi pannelli fotovoltaici, il tutto di dimensioni sempre abbastanza ridotte. L’offerta, infatti, muove da un prodotto decisamente piccolo, sia come potenza, sia come grandezza, denominato “Switch 8 Solar”. Al prezzo contenuto di 120$ permette di ricaricare il proprio cellulare o altre apparecchiature simili anche in contesti di assenza di prese elettriche.

Il kt più grande, al contrario, ha una potenza decisamente maggiore. Parliamo dello “Yeti 1250 Solar”, in cui l’accumulatore da 1250 Watt viene associato a due pannelli solari di medie dimensioni. Il prodotto raggiunge la ricarica in 20 ore (in realtà di più, visto che eccettuate certe latitudini in certi periodi dell’anno, difficilmente ci si ritrova in luoghi in cui vi sia luce per 20 ore consecutive), con un peso ragguardevole e un prezzo non proprio light: 1800 dollari, circa.

Deve dunque essere caricato su un’auto per essere trasportato. D’altra parte, riesce a tenere acceso un frigorifero per 24 ore. Non male. Oltre a questi due estremi sono previste numerose soluzioni intermedie, spesso a costi comunque accessibili e potenze interessanti.

I prodotti Goal Zero, come suggeriscono gli stessi nomi (Yeti, Sherpa, Escape, ecc.) sono pensati soprattutto per accompagnare escursionisti e avventurieri. L’idea è quella di permettere l’uso di elettrodomestici e apparecchiature elettroniche anche in contesti lontani dalla civiltà. Il tutto riducendo al minimo l’impatto ambientale.

Progetto senza dubbio interessante, che però, a nostro modo di vedere le cose, mostra il fianco debole della tecnologia fotovoltaica: accumulatori sempre un po’ troppo grandi o troppo poco potenti per l’uso previsto, più una velocità di ricarica non sempre ottimale. Buona la possibilità di acquistare i pezzi dei kit, anche separatamente. Dunque la possibilità di prendere più pannelli o un accumulatore in più. In questo modo, anche se di poco, la flessibilità dello strumento aumenta.

4 ottobre 2013
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I vostri commenti
Antonio, martedì 8 ottobre 2013 alle13:18 ha scritto: rispondi »

In teoria questo “Switch 8 Solar”, garantirebbe la ricarica pure di un portatile classico. In Italia a quando la commercializzazione???

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