L’istituto di ricerca americano Virginia Tech ha aperto una nuova frontiera del fotovoltaico integrato, ideando pannelli solari flessibili che riescono a catturare sia la luce esterna che quella interna.

Grazie a questa nuova tecnologia presto sarà possibile “riciclare” anche la luce, proprio come avviene con gli oggetti di uso comune. Il progetto di ricerca coordinato da Shashank Priya ha coinvolto un gruppo di chimici, di ingegneri meccanici e di ingegneri dei materiali, tra i quali Xiaojia Zheng, Congcong Wu, Robert Moore e Amanda Morris.

I ricercatori hanno ideato pannelli solari flessibili che possono diventare parte integrante delle finestre, delle tende o della carta da parati. I nuovi pannelli sono in grado di catturare sia la luce solare che la luce proveniente da altre fonti luminose presenti all’interno dell’edificio. I pannelli potranno essere integrati anche nelle uniformi dei militari per fornire energia alle truppe di stanza in aree remote.

Il punto di forza dei moduli solari è la flessibilità. I moduli hanno uno spessore inferiore a mezzo millimetro e possono essere stampati a basse temperature utilizzando una pasta all’ossido di titanio.

La struttura consta di 5 strati e somiglia alle piastrelle del bagno. I moduli possono essere uniti per ricoprire superfici più ampie. Un singolo pannello, ampio quanto il palmo di una mano, può fornire 75 milliwatt di energia.

Secondo le stime degli scienziati americani un pannello grande quanto un foglio di carta formato standard basterà a ricaricare uno smartphone. A differenza dei pannelli solari in silicio questa tecnologia riesce ad assorbire anche la luce diffusa prodotta dai LED, dalle lampade a incandescenza e dagli apparecchi fluorescenti.

I pannelli possono essere prodotti a basso costo e usati per tappezzare casa. In questo modo sarà possibile disporre di energia pulita per alimentare una serie di dispositivi elettronici: dalle luci LED ai sistemi di allarme.

Priva si è detto ottimista sulle potenzialità della tecnologia: i pannelli flessibili sono già in grado di competere con quelli convenzionali e presto potrebbero addirittura superarne le prestazioni:

Il silicio amorfo è una tecnologia abbastanza matura con un livello di efficienza del 13-15%. I nostri pannelli raggiungono già il 10% di efficienza.

2 novembre 2016
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Valter, mercoledì 2 novembre 2016 alle12:54 ha scritto: rispondi »

Prima di pubblicare informazioni di questo tipo, sarebbe corretto informarsi sul fatto che la tecnologia basata sul silicio amorfo e' stata da tempo abbandonata a livello industriale a causa della bassissima efficienza (certamente inferior al 9%!). E' altrettanto strano affermare che la tecnologia riportata da questi ricercatori sia in grado di funzionare con sorgenti LED, considerato che lo spettro di assorbimento del silicio amorfo non raccoglie radiazioni nel campo tipico di emissione di queste sorgenti. In sintesi: penso si tratti di uno dei tanti progetti di ricerca universitari, completamente slegati dalla realtà e di difficile ( se non impossibilie) implementazione industriale

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