Un’alternativa green e non tossica per le celle solari del futuro. Possibile secondo quanto affermato dai ricercatori della University of Cambridge, sulla rivista scientifica Advanced Materials, secondo i quali al centro di questo ambizioso progetto vi sarebbe il bismuto (numero atomico 83) o anche detto “green-element” (elemento verde).

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L’elemento bismuto consentirebbe di creare celle solari a ridotta tossicità grazie al loro potenziale impiego in sostituzione del più inquinante piombo. Inoltre secondo i test condotti dai ricercatori i pannelli fotovoltaici realizzati con il bismuto raggiungerebbero un’efficienza del 22%, in linea con molte delle soluzioni attualmente presenti sul mercato.

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L’utilizzo del bismuto potrebbe inoltre consentire, spiegano i ricercatori, di realizzare celle solari che non poggino le loro basi sul silicio: un elemento molto performante, ma che richiede un elevato grado di purezza per rispettare tali standard qualitativi. Il “green-element” invece permetterebbe di ottenere una buona resa anche con una purezza ridotta, con il risultato di richiedere un minor dispendio energetico per la realizzazione dei pannelli fotovoltaici.

Secondo i ricercatori il bismuto risulterebbe più ecologicamente sostenibile anche delle celle solari in perovskite, che necessariamente dovrebbero contenere al loro interno un dato quantitativo di piombo. Come ha sottolineato il dott. Robert Hoye del Cavendish Laboratory and Department of Materials Science & Metallurgy della University of Cambridge, il settore di ricerca riguardante il bismuto è piuttosto promettente:

Questo lavoro mostra che le precedenti teorie sullo ioduro di bismuto non erano errate e questi composti hanno il potenziale per celle solari di successo. Stiamo soltanto grattando la superficie di quel che questi composti possono fare.

19 luglio 2017
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