Arrivano le prime reazioni da parte delle aziende che verranno colpite dalla procedura antidumping contro il fotovoltaico cinese annunciata ieri dalla UE. Canadian Solar, Suntech, Trina Solar e Yingli, praticamente il gotha del solare secondo la classifica 2012 del fotovoltaico, hanno affermato di voler collaborare con la Commissione europea per chiarire le dinamiche di mercato che hanno portato all’apertura dell’indagine europea.

Suntech, tramite il suo direttore esecutivo Zhengrong Shi, ha dichiarato di essere preoccupato per le possibili barriere doganali:

La nostra missione industriale è quella di rendere accessibile a tutti il fotovoltaico e temiamo che le barriere commerciali rallenteranno ciò. Come compagnia solare globale quotata al NYSE, siamo ben preparati a dimostrare la nostra stretta aderenza alle pratiche del corretto commercio internazionale. Stiamo al momento analizzando la notifica dell’inizio della procedura UE e coopereremo in modo completo con la Commissione Europea in questa indagine.

Poi Shi delinea un possibile scenario economico in caso vengano imposte barriere doganali al fotovoltaico proveniente dalla Cina:

Le misure protezionistiche faranno crescere il costo dell’energia solare in Europa, e avranno un effetto negativo sui lavoratori europei dell’industria fotovoltaica. Siamo insieme alla maggioranza delle compagnie europee e globali del settore solare nel difendere il libero commercio. Finché la questione non verrà risolta, continueremo a lavorare con i nostri clienti e partner per assicurare gli affari come di consueto.

Gli fa eco Yingli, il cui AD Liansheng Miao parla di misure punitive per le aziende cinesi:

Collaboreremo strettamente con la Commissione europea al fine di provare che non ci sono ragioni di imporre tariffe punitive. Nonostante queste dichiarazioni fuorvianti, rimaniamo focalizzati nel realizzare prodotti competitivi e di alta qualità, basati sui nostri investimenti in ricerca e sviluppo. Come compagnia quotata al NYSE con una presenza sul mercato globale, rispettiamo costantemente i più alti standard nelle pratiche commerciali internazinali. Siamo del tutto trasparenti riguardo ai nostri finanziamenti e alla struttura dei nostri costi.

Anche Miao, poi, ribadisce che chiudere il mercato europeo ai prodotti fotovoltaici cinesi sarebbe un danno per l’Europa. Trina Solar (tramite il suo CEO Jifan Gao, nella foto) apprezza le parole della Merkel che ha chiesto apertamente all’Europa di non procedere all’imposizione di misure antidumping nei confronti della Cina.

Da citare, poi, la posizione ufficiale del Governo cinese. Il ministro del Commercio Gao Hucheng parla di possibili danni all’industria globale del fotovoltaico e aggiunge:

La Commissione europea ha deciso di iniziare l’indagine nonostante i ripetuti appelli da parte della Cina di risolvere la disputa con la cooperazione e il dialogo. Per questo la Cina esprime il suo profondo rammarico.

Fonti: PV-Tech | AGI Energia

7 settembre 2012
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