Fotovoltaico: nonostante la crisi, negli USA occupazione in crescita

La crisi sta tagliando posti di lavoro un po’ dovunque in occidente e gli USA non fanno eccezione. Fra i settori in controtendenza, l’esempio più notevole e percentualmente più importante è forse quello del fotovoltaico. Secondo recenti sondaggi, l’industria del solare nell’ultimo anno – esattamente da settembre 2011 a settembre 2012 – ha registrato una crescita occupazionale del 13%, ovvero otto volte di più della media nazionale.

Più precisamente, nei dodici mesi sono stati assunti più di 13 mila nuovi impiegati. Segno che, pur restando un settore di nicchia, negli USA si può davvero parlare di boom del fotovoltaico, con tassi di crescita paragonabili a quelli avuti qualche anno fa da noi in Europa.

La speranza, allora, è che le istituzioni si accorgano delle potenzialità economiche dell’energia solare, adoperandosi attivamente per una crescita ancora più rapida. A conti fatti, in effetti, nonostante l’entusiasmo mostrato dalla Solar Foundation – autrice dello studio – 119.016 impiegati, in un contesto come gli States, è un dato ancora numericamente poco significativo. Occorrerebbe più che decuplicare tale cifra per ottenere risultati effettivamente convincenti e impattanti sulla situazione occupazionale del Paese.

Lo stesso studio, fra l’altro, ha ammesso l’importanza finora avuta dalla politica – tramite sgravi fiscali e supporto legislativo – nel sostenere il boom di crescita, anche se, come detto, molta strada resta ancora da fare. La buona notizia, secondo più di un terzo degli investitori intervistati, è che a fare da traino ci ha pensato il calo continuo dei prezzi. Paradossalmente, ciò che sta ampliando il mercato negli USA è responsabile dell’attuale crisi in Europa.

Resta, a ogni modo, il segnale di una tendenza alla crescita, difficilmente negabile anche dai più accaniti oppositori delle Green Energy. La prossima amministrazione, dopo le elezioni, dovrà tenerne conto.

5 novembre 2012
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