Le stime sulle nuove installazioni di fotovoltaico nel 2013 sono molto più caute rispetto a quelle che si potevano fare solo sei mesi fa. Dopo il “bicchiere mezzo vuoto” rappresentato dai 29 GW installati nel mondo nel 2012, contro i 35 GW preventivati, NPD Solarbuzz prevede per l’anno in corso un obiettivo da 31 GW al massimo. Due in più dell’anno scorso, con una crescita del 7% anno su anno, ma ancora meno rispetto alle rosee previsioni precedenti.

>>Leggi i dati sulla crescita ridotta del fotovoltaico nel 2012

La grande novità di quest’anno è che la Cina molto probabilmente scalzerà la Germania dal gradino più alto del podio relativo al fotovoltaico domestico, quello sui tetti. Resta, invece, la concentrazione geografica delle installazioni: l’83% della domanda di fotovoltaico proverrà da soli 10 Paesi. Altro dato molto interessante è che, dei 31 GW totali, ben il 45% sarà montato a terra in aree industriali o agricole.

Le previsioni vedono un po’ tutta l’Europa in calo, a causa del taglio degli incentivi in Germania e in Italia (con quest’ultima che probabilmente si fermerà intorno ai 2 GW, se va bene). Solarbuzz, infatti, per l’Europa prevede solo 12 GW di installazioni nel 2013: il 26% in meno che nel 2012. Cresceranno del 50%, invece, le installazioni in Cina, India e Giappone, paesi dove Solarbuzz prevede che verranno installati 11 GW.

Bisognerà aspettare il 2014, invece, per assistere al boom delle installazioni in Medio Oriente, Africa, America latina, Caraibi e sud est asiatico che, nel complesso, conteranno solo per l’8% nel 2013. Saranno però uno dei mercati del futuro visto che si prevede il raddoppio della loro quota di mercato entro il 2017.

Resta tutta da interpretare, invece, la situazione dell’industria e della catena del valore del fotovoltaico. A causa delle guerre commerciali incrociate tra Stati Uniti, Cina e Europa non è facile capire chi riuscirà a produrre la fetta maggiore di quei 31 GW di pannelli solari. Spiega Michael Barker, senior analyst di NPD Solarbuzz:

Le guerre commerciali globali e gli eccessi di capacità produttiva locali creeranno “micro-ambienti” per la domanda e l’offerta di fotovoltaico, con ogni produttore che servirà solo una parte della domanda totale da 31 GW.

La stima di Solarbuzz prevede quindi che a furia di erigere muri Europa, Stati Uniti e Cina finiranno per produrre in casa il fotovoltaico che installeranno creando dei mercati chiusi all’interno dei quali è quasi impossibile entrare. Fatta eccezione per l’ipotesi di mercato comune del fotovoltaico tra USA e UE che gira da qualche tempo.

>>Leggi le dichiarazioni sull’ipotesi di mercato comune tra USA e UE

Infine, Solarbuzz ipotizza che il 45% delle installazioni a livello globale saranno di pannelli fotovoltaici a terra. Grezie alle buone performance di Germania, Giappone, Australia, Italia e Regno Unito il fotovoltaico domestico è destinato comunque a superare il 20% delle installazioni totali: questi cinque Paesi conteranno per tre quarti delle installazioni domestiche complessive.

11 marzo 2013
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I vostri commenti
lui la plume, mercoledì 13 marzo 2013 alle13:34 ha scritto: rispondi »

Anche oggi le notizie ci ricordano che i trasporti sono in crisi per l'ondata di gelo e di neve .... che valore puo' avere la soluzione di questo problema "risolvibile" .....? . Se ... a copertura della rete ferroviaria venissero utilizzati i pannelli fotovoltaici .... i treni "sotto" potrebbero correre indisturbati ..... in queste occasioni e .... nella normalita' .... la produzione di energia ... compenserebbe la spesa ... ... particolare non trascurabile ....  quanto lavoro potrebbe assicurare nei prossimi 10 anni tale operazione?

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