Per una volta gli Stati Uniti non sono l’assoluta avanguardia mondiale. Per quanto riguarda il fotovoltaico, infatti, l’interesse statunitense è arrivato con qualche anno di ritardo, stimolato probabilmente dal boom europeo e dai successi commerciali cinesi.

In effetti, il mercato americano risulta meno ricettivo rispetto a Paesi come il nostro o la Germania. Uno studio recente avrebbe svelato il perché.

In pratica la maggioranza dei cittadini statunitensi ritiene troppo cara la spesa iniziale. Il 40% del campione è addirittura convinto che occorrano 20 mila dollari minimo per avere un impianto e solo il 3% è cosciente che ne bastino molti di meno.

Insomma, alla base dell’insuccesso parziale del fotovoltaico, ci sarebbe una certa ignoranza sui prezzi o, se preferite, una mancanza di comunicazione su quanto il mercato del fotovoltaico sia cambiato. Il settore paga la cattiva fama fattasi molti anni fa, quando in effetti la spesa d’impianto era cospicua e non alla portata di tutte le tasche.

Infatti, negli USA come anche da noi, non sono solo calati i prezzi di listino, ma l’acquisto a prezzo pieno è solo una delle opzioni possibili. L’alternativa è pagare quasi niente, ottenere una riduzione significativa delle bollette energetiche, lasciando all’azienda il diritto di vendere l’energia al Gestore ed intascare i contributi.

In questo modo, il fotovoltaico diventa un ottimo affare non solo per chi ha qualche migliaio di euro/dollaro da investire, ma per chiunque abbia dello spazio dove installare i pannelli. La cosa inizia ad essere nota da noi, ma, come dicevamo, per una volta gli USA non sono l’avanguardia.

27 aprile 2012
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I vostri commenti
Ziomaul, martedì 1 maggio 2012 alle7:45 ha scritto: rispondi »

Anche in Italia si sovrastima di molto il prezzo! Questo limita le vendite e permette anche che molti si facciano pagare prezzi esagerati. Ciao

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