La startup svedese Sol Voltaics sembrerebbe aver quadrato il cerchio mettendo insieme il basso costo dei pannelli fotovoltaici con un’alta efficienza degli stessi. Sembra impossibile, e in realtà al momento lo è, ma gli svedesi affermano di aver trovato la soluzione con due tecnologie: SolInk e Aerotaxy.

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Alla base di tutto c’è l’arseniuro di gallio, un materiale già noto nell’industria del solare e già usato nella fabbricazione di celle fotovoltaiche ad alta efficienza. L’unico problema dell’arseniuro di gallio è il costo, che ne limita fortemente l’utilizzo su grande scala. La soluzione proposta da Sol Voltaics è, solo apparentemente, semplice: continuare a usarlo, ma in microscopiche quantità.

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Il SolInk, con grande sforzo di semplificazione, è un inchiostro liquido arricchito di nanotubi di arseniuro di gallio e oro. Nanotubi realizzati con la tecnologia Aerotaxy che consiste nel far combinare, in una sospensione gassosa, gli atomi di oro con l’arsenico e il gallio. Il procedimento è molto più economico di quelli precedenti e il prodotto finale è un liquido facilmente stoccabile e trasportabile.

Per la gioia dei produttori di fotovoltaico, che possono così abbattere i costi di produzione rispetto ai pannelli solari tradizionali e, allo stesso tempo, utilizzare l’arseniuro di gallio per aumentare (secondo Sol Voltaics fino al 25%) l’efficienza dei loro prodotti.

Entro la fine del 2013 verranno prodotte le prime celle dimostrative, entro il 2015 le due tecnologie svedesi dovrebbero essere pronte a sbarcare sul mercato di massa.

9 aprile 2013
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