La multinazionale giapponese Mitsubishi, insieme a Innovation Network Corporation of Japan (INCJ) e Solar Ventures, si espande nel fotovoltaico europeo facendo shopping di impianti in Italia. Il portafoglio di parchi fotovoltaici già acquisiti ammonta a 42 MW di potenza totale, ma l’obiettivo è di salire a breve a 150 MW.

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I primi parchi, 19 in totale, sono stati comprati in Piemonte, Puglia e Sardegna tramite l’acquisizione da parte delle tre compagnie del 100% di Solar Holding: il 50% se l’è preso Mitsubishi, il 35% è andato a INCJ, il 15% a Solar Ventures. Le tre aziende non hanno rivelato i dettagli dell’affare, ma hanno solo detto che la vendita è ufficialmente chiusa e che sono intenzionate ad aggiungere altri 100 MW di fotovoltaico italiano.

L’obiettivo dichiarato è quello di diventare uno dei più grandi protagonisti del fotovoltaico nel nostro Paese. Il perché lo spiega Nobuaki Kojima, vicepresidente di Mitsubishi:

L’Italia è uno dei Paesi in cui vogliamo lasciare la nostra impronta nel settore fotovoltaico. Mitsubishi è molto attiva negli investimenti in rinnovabili in giro per il mondo e crediamo che i Paesi dell’Europa meridionale come Francia e Italia siano buoni mercati per il business fotovoltaico.

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Nella joint venture ci saranno ruoli diversi: Mitsubishi cercherà i parchi fotovoltaici da acquisire e condurrà le trattative mentre Solar Venture si occuperà della gestione degli impianti. Kimikazu Noumi, presidente e CEO di INCJ, ha aggiunto:

INCJ guarda all’espansione degli IPP (Independent Power Producer, i titolari degli impianti che vengono venduti nei contratti Power Purchase Agreement, ndr) perché sono una delle maggiori fonti di potenza nel mercato globale delle rinnovabili.

Per noi investire il Solar Holding è strategico in vista dell’obiettivo di promuovere e massimizzare il valore degli IPP fotovoltaici del settore dell’energia rinnovabile.

Tradotto per i non tecnici: i grandi parchi fotovoltaici italiani, incentivati con i fondi pubblici dei vari Conto Energia, vengono rivenduti dagli IPP (spesso grandi fondi di investimento internazionali che si rivolgono a partner locali per gestire la fase autorizzativa) alle multinazionali estere per fare cassa. Multinazionali che, all’epoca del boom delle installazioni, non volevano rischiare troppo entrando nel complicato tunnel burocratico italiano.

20 marzo 2013
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I vostri commenti
Maurizio Ziomaul, mercoledì 20 marzo 2013 alle20:07 ha scritto: rispondi »

La verità è che non sono gli incentivi (anzi sono interessati pure al francese che non è molto incentivato) ma disporre di una base per la futura rete nazionale di energia elettrica nel nostro Paese!  Se fossero per i soli incentivi sarebbe sconveniente vendere, ma avere più parchi eolici/fotovoltaici vuol dire per una multinazionale disporre di una grossa produzione e quindi influenzare il mercato e non solo entrare in gamba tesa nel mercato elettrico italiano!!! Ciao

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