I tagli retroattivi agli incentivi sul fotovoltaico italiano preoccupano l’European Photovoltaic Industry Association, che li ritiene un segno di debolezza per l’intero settore.

L’EPIA ha espresso un giudizio assolutamente negativo sulle misure approvate dal Senato italiano un mese fa: secondo l’associazione, lo Spalma incentivi, inserito nel decreto Competitività, potrebbe avere pesanti ricadute non solo sulla penisola, ma anche sui produttori europei, minando la fiducia degli operatori internazionali.

Il decreto-legge, il cui provvedimento di conversione è stato approvato dal Senato il 7 agosto scorso, introduce significativi tagli ai FIT italiani, oltre che oneri ulteriori sull’auto-consumo. Il presidente dell’EPIA, Oliver Schäfer, ha spiegato così la posizione dell’associazione:

Questo nuovo decreto legge obbliga i proprietari di impianti fotovoltaici italiani a scegliere tra il male e il peggio: non solo destabilizzerà quello che fin ora è stato il fiorente mercato fotovoltaico italiano, ma darà anche un pessimo segnale per l’intera economia del Paese, dimostrando che non c’è nessuna certezza giuridica né stabilità per gli investitori, in qualsiasi dei vari settori economici italiani.

A partire dal primo gennaio 2015, i proprietari degli impianti saranno obbligati a scegliere fra due opzioni, che prevedono entrambi una rimodulazione degli incentivi a 20 o a 24 anni.

Malgrado qualche risultato ottenuto dopo le richieste di modifiche da parte dei produttori italiani, come alcune deroghe alle misure sull’auto consumo, il giudizio degli operatori europei rimane sostanzialmente negativo.

In particolare, secondo Schäfer, l’auto-consumo sarà oggetto di un aumento della tassazione media del 5%, cosa che potrebbe minare la salute dell’intero segmento, molto importante per il comparto fotovoltaico italiano. Schäfer ha concluso:

La nuova misura bloccherà i prosumer, cruciali per il settore fotovoltaico del Paese, perché in grado di fornire flessibilità al sistema energetico, contribuendo alla sua gestione ed evitando, allo stesso tempo, estensioni costose e complesse della rete.

I nuovi modelli di business non possono però essere diffusi in modo capillare se, parallelamente, vengono erroneamente imposte nuove tasse e aumenti di spese.

8 settembre 2014
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I vostri commenti
Argon, venerdì 12 settembre 2014 alle14:39 ha scritto: rispondi »

20-24 anni!!! Cosi verranno dati 3-4€ al mese, a cui vanno sotratti le tasse e inflazione... praticamente niente!?!?

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