Il mercato mondiale dell'”operation and maintenance” (O&M) e dell'”asset management”, legati al settore del fotovoltaico, secondo l’ultimo rapporto dal titolo “Megawatt-Scale PV O&M and Asset Management 2015-2020: Services, Markets and Competitors”, triplicherà entro il 2020. Lo studio è stato realizzato da GTM Research e SoliChamba Consultino, realtà californiana che si occupa di energia solare fotovoltaica.

Per O&M si intendono operazioni come il monitoraggio delle prestazioni, l’integrazione con la rete elettrica, la manutenzione correttiva, predittiva e preventiva, la manutenzione dei siti, ma anche la gestione di assicurazioni, incentivi e aspetti fiscali. Attività di cui c’è bisogno fin dall’inizio dell’esercizio di ogni impianto. Per asset management invece si intende quella che può essere la gestione amministrativa e finanziaria di un parco fotovoltaico.

L’installazione degli impianti sta rallentando negli ultimi anni, ciò nonostante, come si legge nel rapporto, tre quarti del mercato del 2015 in termini di potenza è costituito da impianti installati negli ultimi 3 anni e più della metà del mercato mondiale dei servizi per i grandi parchi fotovoltaici è stato creato negli ultimi due anni.

Precisamente la potenza totale di riferimento per questi servizi si stima passerà dai 133 GW di fine 2015 ai 390 nel 2020. Cedric Brehaut, autore del testo, spiega come il settore prometta bene:

Come il più vasto mercato del FV, quello dell’O&M è cresciuto a ritmi rapidi in questi ultimi anni e, diversamente dal business degli EPC (Engineering Procurement Construction), rimane attraente anche quando le nuove installazioni rallentano come in Germania, dove il mercato dell’O&M per impianti megawatt-scale nel 2015 è di oltre 11 GW nonostante il crollo nella realizzazione di nuovi impianti di queste taglie.

In Paesi come Italia, Germania e Spagna, l’O&M è più stimolato nell’ambito di impianti che hanno già qualche anno di vita, mentre negli Stati Uniti trova più opportunità per gli impianti di nuova realizzazione. Una dinamica che si nota dai dati del dossier è che sempre di più tende a esserci una separazione tra aziende che si occupano di O&M e altre che prendono in carico l’asse management, questo comporta costi maggiori, ma come spiega Berhaut:

Ci sono rischi concreti che un provider unico possa non difendere gli interessi del proprietario con la stessa determinazione che avrebbe un asset manager puro.

26 novembre 2015
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