Una bufera giudiziaria coinvolge il mercato fotovoltaico italiano. La Procura di Modena ha scoperto una maxi-truffa in Puglia con un giro d’affari di milioni di euro.

La Guardia di Finanza di Monopoli, comune in Provincia di Bari, nelle scorse ore ha sequestrato otto impianti fotovoltaici nell’ambito di un’operazione ribattezzata “Apollo d’oro”. Le Fiamme Gialle hanno notificato 14 avvisi di garanzia a imprenditori e progettisti pugliesi attivi nel campo delle energie rinnovabili.

I reati contestati ai 14 indagati sono l’associazione a delinquere, la truffa aggravata finalizzata all’ottenimento di erogazioni pubbliche e il falso ideologico. L’inchiesta è scattata a seguito di alcune anomalie rilevate dai pm di Modena. Gli inquirenti si erano insospettiti a causa dell’alta concentrazione di impianti fotovoltaici in due Comuni del barese: Turi e Noci. Come riporta la Guardia di Finanza in una nota:

Tre parchi fotovoltaici di grandi dimensioni erano stati solo formalmente frazionati in più impianti di piccola potenza, allo scopo di eludere la complessa procedura prevista per il rilascio della Autorizzazione Unica Regionale (A.U.R.)

Gli impianti erano intestati a 10 diversi rappresentanti legali di altrettante aziende senza alcun legame apparente tra loro, ma in realtà erano riconducibili tutti a un’unica società: la cooperativa Cpl Concordia, già coinvolta nello scandalo delle presunte tangenti per la metanizzazione di Ischia e per la gestione di impianti energetici nell’agroaversano.

Nel mese di luglio l’ex presidente della società Roberto Casari era finito agli arresti domiciliari per via di un giro di appalti truccati che vede indagati anche esponenti del clan camorristico dei Casalesi. Martedì scorso le Fiamme Gialle si erano nuovamente recate nella sede della società nel modenese per richiedere ai vertici della cooperativa il rilascio degli incartamenti relativi ad alcuni appalti.

Un filone dell’inchiesta modenese ha portato alla luce la maxi-truffa in Puglia scatenando una nuova bufera giudiziaria sulla cooperativa Cpl Concordia e i suoi soci. La Procura ha messo i sigilli agli impianti fotovoltaici incriminati, utilizzati per ottenere l’erogazione di incentivi tramite il Conto Energia, e ordinato il sequestro di decine di conti correnti intestati agli imprenditori e ai progettisti coinvolti. Il valore complessivo dei beni sequestrati dalla Guardia di Finanza ammonta a ben 16 milioni di euro.

2 ottobre 2015
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I vostri commenti
Tonello Massimo, sabato 3 ottobre 2015 alle14:03 ha scritto: rispondi »

Sequestrate tutto alla cooperativa, ai dirigenti ai sindaci della cooperativa e anche ai famigliari degli stessi . impedite che continuino a fare impresa perchè sono dannosi all'economia pulita. date tutto SUL SERIO E NON IN APPARENZA a societa' e enti non profit controllati dalla guardia di finanza. dr massimo tonello dr commercialista e revisore dei conti

ritamir, venerdì 2 ottobre 2015 alle13:54 ha scritto: rispondi »

Toglietegli gli incentivi, ma fate produrre gli impianti. Non voglio neanche pensare che si sprechi tanta energia per niente.

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