Henning Schorisch, il liquidatore della tedesca Q.Cells, ha ufficialmente trasferito la proprietà della azienda controllata Solibro ai cinesi di Hanergy Holding Group. Cioè al più grande gruppo privato del fotovoltaico in Cina. La cessione segue l’accordo firmato il 25 giugno scorso e prevede che tutti i dipendenti di Solibro siano riassunti da Hanergy.

La cessione sposta la proprietà in Cina ma mantiene gli impianti in Europa: sia quello di Bitterfeld-Wolfen in Germania, con 370 lavoratori, che quello di Uppsala in Svezia con 30 assunti. Solibro era specializzata nella produzione di film sottile con tecnologia CIGS (copper, indium, gallium, diselinide).

Come ricorderete, nelle settimane scorse la restante parte di Q.Cells era stata venduta ai sudcoreani di Hanwha Group. Ciò vuol dire che l’intero business fotovoltaico dell’ex colosso tedesco ora è in mani orientali. Tuttavia, secondo il luquidatore Schorisch il mantenimento dei posti di lavoro in Europa è un ottimo risultato:

L’acquisizione di Solibro da parte di Hanergy è un importante passo verso il mantenimento della “Solar Valley” a Thalheim. Il fatto che il compratore voglia mantenere tutti i lavoratori mostra che gli investitori stranieri considerano attrattivi non solo l’expertise tecnologico delle compagnie locali, ma anche le loro risorse produttive

La cessione di Solibro avviene proprio nei giorni della ventisettesima EU PVSEC di Francoforte, la European Photovoltaic Solar Energy Conference and Exhibition che attira esperti, professionisti e attori del mercato del fotovoltaico da mezza Europa.

Ma, quest’anno, li ha attirati per fargli ascoltare brutte notizie: sembrerebbe proprio che il fotovoltaico ha almeno altri due anni di tormenti prima di rimettersi in carreggiata. Secondo Martin Simonek di Bloomberg Finance, ad esempio, a livello mondiale i produttori che riusciranno a raggiungere i propri obiettivi produttivi quest’anno saranno pochi: da un minimo di 27 ad un massimo di 41. E nel 2014 sarà ancora peggio: potrebbero farcela solo in 12, se va bene in 26.

Alla base dei problemi del fotovoltaico, però, non ci sarebbe solo la concorrenza sleale cinese e la crisi finanziaria. C’è anche la contrazione degli investimenti in ricerca e sviluppo, che quest’anno hanno toccato il 2% del fatturato. L’industria dei semiconduttori, per fare un confronto, è al 16%.

Fonti: PV-Magazine | PV-Tech

27 settembre 2012
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