Piove sul solare in Spagna. Il Ministero dell’Industria, Energia e Turismo spagnolo avrebbe intenzione di ridurre il peso degli incentivi al fotovoltaico per almeno 700-1.000 milioni di euro. Lo riporta il giornale El Economista, che annuncia anche l’arrivo di un’altra norma antifotovoltaico.

Dal 2011, in Spagna, è attiva una legge che limita le ore di incentivazione al fotovoltaico a 1.250 in un anno: a partire dall’ora successiva a tale limite l’energia viene venduta senza incentivi sul mercato libero. Tali limiti, attualmente unici per tutto il territorio nazionale spagnolo, a partire dal 2014 dovrebbero essere differenziati in base all’insolazione media di cinque zone della Spagna. Quando la differenziazione sarà in vigore le ore incentivabili varieranno tra 1.230 e 1.750.

Ma il Governo avrebbe intenzione di rinviare l’introduzione delle cinque zone di incentivazione. Come compensazione, però, potrebbe essere esteso da 25 a 28 anni il periodo di validità degli incentivi al fotovoltaico.

Tutto questo avviene nel bel mezzo dell’accesissimo dibattito sul “tariff deficit”, che dovrebbe sfociare in una riforma delle tariffe elettriche entro la fine di questo primo semestre 2013.

In Spagna, infatti, il prezzo dell’energia elettrica viene tenuto artificialmente basso per i grandi consumatori industriali in modo da stimolare la produzione e l’intera economia nazionale. Questo, però, costa al paese ben 35,6 miliardi di euro l’anno. La riforma, quindi, toccherà gli interessi di tutti i produttori di energia: termoelettrica, rinnovabile, nucleare.

Ma gli spagnoli, negli ultimi anni, hanno investito soprattutto in eolico e fotovoltaico tanto che, ad aprile di quest’anno, Red Eléctrica de España (REE) ha comunicato che ben il 54% del mix energetico nazionale che ha coperto la domanda elettrica proveniva da fonti rinnovabili.

3 maggio 2013
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