Gli scienziati della École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) hanno messo a punto un sistema innovativo ed economico per immagazzinare l’energia solare sotto forma di idrogeno. Il dispositivo che hanno ideato consiste in una cella tandem contenente un colorante e biossido di titanio, accoppiata con un semiconduttore a base di ossido di ferro, comunemente noto come ruggine.

Non si tratta, ovviamente, del materiale rossastro che normalmente ricopre i vecchi chiodi arrugginiti, ma di una forma più “elaborata” dell’ossido di ferro, arricchito con ossido di silicio< e ricoperto con uno strato nanometrico di ossidi di alluminio e di cobalto.

Il processo chimico che avviene all'interno della cella solare permette di utilizzare l'energia solare per produrre idrogeno, che può essere poi immagazzinato e utilizzato come combustibile in un momento successivo (ad esempio, durante e ore notturne). Il problema, almeno fino a questo momento, è però la scarsa resa energetica del prototipo.

Spiegano i ricercatori della EPFL:

L’ossido di ferro è un materiale stabile e abbondante, non c’è possibilità che si arrugginisca ulteriormente. Il problema, però, è che si tratta di uno dei peggiori semiconduttori disponibili in natura.

Inevitabile, dunque, che l’efficienza della nuova cella solare oscilli tra l’1,4 e il 3,6%, ma gli scienziati sono ottimisti. Continuando i loro esperimenti – vista anche l’economicità dei materiali – contano di portare presto il dispositivo a un rendimento del 10%. Per quanto riguarda i costi, il loro obiettivo consiste nell’arrivare a un prezzo finale del prodotto di circa 80 dollari a metro quadro.

Ecco il video di presentazione del dispositivo:

14 novembre 2012
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