Fotovoltaico, guerra dei brevetti potrebbe stravolgere il mercato

La crisi del fotovoltaico, che sta rendendo il mercato del solare sempre più difficile da analizzare, potrebbe complicarsi ulteriormente con un’inaspettata guerra di brevetti tra i big del settore. Il quattro settembre scorso, infatti, Kyocera ha ottenuto in Giappone nuovi brevetti per le sue celle fotovoltaiche 3 busbar.

Per capire di cosa si tratta basta guardare la foto in testa a questo articolo: due celle apparentemente uguali. Ma la prima ha due busbar, mentre la seconda ne ha tre. Per busbar si intende il canale che collega i singoli frammenti di cui è composta ogni cella. I design più comuni sono a 2 e 3 busbar, ma ce ne sono anche da 4 busbar.

La cella con due busbar è di solito più economica da produrre ma leggermente meno efficiente, mentre quella con tre o più canali offre qualcosa in più in termini di energia prodotta a fronte di un design più difficile e costoso da realizzare. Di entrambi i tipi di celle sul mercato ce ne sono moltissime, ma i recenti brevetti di Kyocera possono mettere in discussione il modo in cui oggi si produce il fotovoltaico visto che nella seconda metà del 2012 i due terzi della produzione in Cina e Taiwan è stata a 3 busbar.

Kyocera, infatti, potrebbe chiedere i diritti di sfruttamento della sua tecnologia agli altri produttori. Mettendoli di fatto fuori mercato, visto che la guerra del fotovoltaico si combatte sul singolo centesimo di dollaro per Watt. Non si tratta di una questione da poco perché quasi tutti i produttori al mondo hanno in catalogo almeno una cella con questo design.

Oltre a ciò, si profila all’orizzonte una guerra di brevetti che ricorda quella attualmente in corso nell’elettronica di consumo tra Apple e Samsung. Se si dovesse verificare qualcosa del genere nel fotovoltaico, però, le conseguenze sarebbero ben peggiori. Mentre nell’elettronica sia Apple che Samsung mantengono ancora ricavi molto alti, nel fotovoltaico ormai tutti i produttori sono sul filo del costo se non addirittura già al sottocosto.

18 ottobre 2012
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