È vero: la Cina è prima al mondo per produzione di celle e moduli fotovoltaici ed è sempre più difficile toglierle la corona. Ma in determinati paesi i produttori cinesi non riescono a guadagnare grosse quote di mercato. E sono i paesi con grandi produttori nazionali tutelati o buoni incentivi pubblici.

L’analisi è quella di NPD Solarbuzz che, nel suo ultimo Module Tracker Quarterly report, mette in luce i punti di forza e le debolezze del solare made in China. Ray Lian, Senior Analyst di Solarbuzz, spiega il fenomeno:

I primi dieci produttori cinesi hanno avuto meno successo in paesi dove c’è una forte competizione da parte di produttori locali di moduli o politiche incentivanti vantaggiose. Nei mercati fotovoltaici giapponese e statunitense, ad esempio, i produttori locali ancora si posizionano in cima alla classifica delle vendite di moduli solari nel mercato domestico.

Negli Stati Uniti i produttori forti sono First Solar, che essendo un player completamente integrato è anche prima al mondo per installazioni con 500 MW, e SunPower. In Giappone vanno bene Sharp, Kyocera, Panasonic e Solar Frontier che superano tutti i concorrenti cinesi.

Ma, a parte questi mercati, nel resto del mondo lo strapotere cinese è ormai indiscusso. I primi dieci produttori made in China attualmente coprono il 41% del mercato e, per di più, alcuni produttori di celle fotovoltaiche di prima categoria sono riusciti a fare il salto nel mercato dei moduli. Come JA Solar e Hareon Solar, che nel 2011 producevano quasi soltanto celle e ora sono produttori affermati di moduli completi. Decisamente più redditizi se ne produci in casa tutti i componenti.

In Australia, ad esempio, il 50% del mercato è in mano a un manipolo di produttori cinesi come Trina Solar, Renesola, Suntech, China Sunergy e Canadian Solar. In generale, spiega ancora Ray Lian, si assiste a un consolidamento del settore:

Il consolidamento dei produttori di fotovoltaico sta creando opportunità per i maggiori produttori di moduli. La quota di mercato dei primi 20 produttori di moduli è cresciuta significativamente nel primo trimestre 2013 fino al 70% del totale, rispetto al 58% dello stesso periodo del 2012.

Riguardo ai prezzi di vendita, invece, Solarbuzz nota una forte variabilità geografica da mercato a mercato ma, allo stesso tempo, una stabilizzazione per i produttori maggiori che oggi vendono a 76 centesimi di dollaro al Watt contro 1,03 dollari del primo trimestre 2012. Spiega Lian:

La stabilizzazione del prezzo dei moduli nel primo trimestre 2013 deriva principalmente dal cambiamento geografico della domanda dai mercati, con una forte domanda da paesi con prezzi alti, come il Giappone, che limita ulteriori cali dei prezzi. In ogni caso, essi variano considerevolmente tra i diversi paesi e per le varie tecnologie.

Il altre parole i prezzi in picchiata in Europa, dove stanno finendo gli incentivi pubblici al fotovoltaico, sono compensati da quelli in ascesa in Giappone, dove gli incentivi sono in pieno sviluppo e da quelli in USA, dove i dazi antidumping al fotovoltaico cinese (fino al 250%) impediscono l’ingresso di prodotti low cost sul mercato.

Riguardo alle dispute antidumping, infatti, Solarbuzz nota come stiano chiudendo alcuni mercati e stiano iniziando a condizionare le strategie commerciali e le politiche del prezzo di alcuni grandi produttori di moduli di prima categoria.

3 maggio 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento