Arrivare a 35 GW di potenza solare entro il 2015: è questo l’obiettivo appena fissato dalla Consiglio di Stato cinese, che ha aumentato gli obiettivi precedenti, 21GW, e annunciando che da qui al 2015 ogni anno saranno aggiunti 10 GW di energia rinnovabile.

Rispetto ai piani prefissati, la Cina aumenta così di 8 GW volte la potenza installata nel 2012 e di 14 GW quella da installare nel 2015. Il motivo principale è applicare una strategia che eviti, o almeno comprima, i risvolti negativi della situazione del mercato, in particolare il problema della sovrapproduzione nazionale.

L’eccesso di capacità, infatti, è stato indicato come problema urgente dal Consiglio di Stato, insieme alla contrazione globale del mercato, alle misure antidumping europee e americane e la questione delle sovvenzioni statali. In particolare, preoccupa la situazione che si presenterà dopo “il balzo” in avanti delle tariffe antidumping sul fotovoltaico previsto per agosto, da parte della Commissione europea, dal 11,8% al 47%.

Il Consiglio di Stato cinese ha inoltre annunciato una serie di misure per stimolare la crescita del settore energetico rinnovabile tra cui risorse a sostegno del solare su scala ridotta, l’ammodernamento delle infrastrutture di produzione, lo snellimento delle procedure burocratiche.

Mentre la Cina annuncia gli ambiziosi obiettivi nel settore solare, molti analisti rimangono scettici sulla reale capacità del gigante asiatico di arrivare a quota 35 GW: ma, se l’obiettivo fosse raggiunto, a beneficiarne non sarebbe solo la Cina ma soprattutto i produttori stranieri, in particolare gli europei.

16 luglio 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
cosimo, martedì 16 luglio 2013 alle14:27 ha scritto: rispondi »

quando il governo cinese punterà decisamente alla copertura dei tetti civili ed industriali ed indirizzerà li' gli incentivi allora 35 GW saranno moltiplicati per 10 dato che gli impianti sui tetti autoconsumano la produzione per la gran parte e quindi danno un contributo non indifferente alla fame energetica cinese li' dove serve: nelle città e nelle industrie SENZA necessità di immensi investimenti per rimodernare la rete dato che su questa andrebbero solo gli "avanzi" di energia pulita non autoconsumati

Lascia un commento