Modifiche agli impianti fotovoltaici dopo la sospensione del DTR, interventi ammissibili e risoluzione delle controversie. Sono solo alcuni dei punti ritenuti poco chiari dagli operatori del settore solare. Per chiarire i principali dubbi sollevati dai suoi associati Italia Solare ha chiamato in causa direttamente il GSE. L’associazione ha inoltrato al presidente Sperandini un documento, che sintetizza le criticità più frequenti in cui si imbattono gli operatori e i proprietari di impianti fotovoltaici incentivati tramite i vari Conto Energia.

Il documento consta di 5 punti. Nel primo, avente per oggetto le “Modifiche agli impianti dopo la sospensione del DTR”, l’associazione chiede al GSE quali sono gli interventi ammissibili e l’iter da seguire. L’associazione sollecita la pubblicazione di una guida che faccia da bussola in situazioni complesse, come nel caso degli impianti residenziali con un Soggetto Responsabile diverso dal proprietario del tetto.

In “Metodi di risoluzione contestazioni e controversie” Italia Solare propone di abbattere i costi del ricorso al TAR, pari a un minimo di 3 mila euro, optando per meccanismi di conciliazione e arbitrato. L’associazione chiede inoltre di affidare a un difensore civico indipendente la risoluzione dei reclami per ridurre i tempi di risoluzione delle controversie.

Il punto 3 del documento, “Sanzioni in caso di difformità durante le verifiche”, solleva perplessità sulla lista di irregolarità che causano la decadenza dagli incentivi, contenuta nell’Allegato 1 al DM 31 gennaio 2014. Secondo Italia Solare il GSE deve fare presente al Ministero che l’elenco è troppo lungo e le sanzioni sono sbilanciate.

In “Destinazione dei fondi revocati” i soci chiedono al GSE di destinare gli incentivi revocati agli impianti fotovoltaici ai sistemi di accumulo e alle smart grid. Un’altra proposta prevede la ridistribuzione degli incentivi agli impianti fotovoltaici decaduti al fine di allungarne la durata della vita.

Il quinto e ultimo punto del documento, “Semplificazione procedure SEU”, chiede di abbattere i costi e semplificare l’iter burocratico per la qualifica dei Sistemi Efficienti di Utenza. Italia Solare propone di ricorrere all’autocertificazione per gli impianti sotto i 500 kWp. Si chiede inoltre di esentare i soggetti responsabili dall’obbligo di comunicare al GSE le modifiche effettuate, qualora non alterino i requisiti per la qualifica SEU.

Il presidente di Italia Solare Paolo Rocco Viscontini ha spiegato che le 5 proposte, attuabili senza costi aggiuntivi, potranno ridare slancio al mercato fotovoltaico italiano. L’associazione ha chiesto un incontro al GSE per individuare soluzioni condivise in tempi brevi.

17 maggio 2016
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lui la plume, lunedì 13 giugno 2016 alle18:56 ha scritto: rispondi »

Guardando le tabelle nel condominio in cui abito dal tetto si otterrebbero 66.000 kwh in un anno mentre le 20 famiglie che vi abitano complessivamente non arrivano a consumarne 50.000. Interessante il fatto che una delle tante "volontà" dei vari governi parla di detassare l'energia prodotta e consumata iocalmente ... Ma ... invece di creare problemi alle aziende che traggono motivo di esistere dalla vendita di energia trasformandosi in piccoli produttori perchè l'operazione sul tetto di casa non la porta avanti l'azienda locale che già ci vende i kwh?

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