Uno dei settori di ricerca più fertili nel campo del fotovoltaico è quello che dovrebbe portare a superare la forma attuale del pannello, per giungere a soluzioni più comode e architettonicamente più fruibili.

Di celle iper-sottili ne esistono decine di prototipi e alcuni prodotti già in commercio. Quella in studio allo NREL (National Renewable Energy Laboratory) negli USA non è, quindi, che l’ennesimo studio che va in questa direzione. I risultati sembrano però interessanti.

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Grazie a un vetro speciale, denominato Willow, prodotto dalla Corning, la stessa azienda che produce il Gorilla Glass (il materiale vetroso degli schermi degli iPhone), sarà possibile creare celle davvero fini e pieghevoli. In questo modo, per dotarsi di un tetto fotovoltaico in una nuova abitazione, non servirà trasportare dei pesanti pannelli.

Basterà usare come rivestimento del tetto delle tegole rivestite dal sottile pannello in questione, collegare il tutto a un inverter e il gioco sarà fatto. La riduzione di costi e di impatto visivo non potrà che essere notevole.

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Anche qui nulla di nuovo sotto il sole: esistono già soluzioni simili in commercio. Ma per lo più usano rivestimenti di plastica, meno efficienti e meno durevoli nel tempo. A rendere questo pannello flessibile davvero unico è il fatto di non influire sull’efficienza del sistema e di garantire una durata di vita almeno paragonabile al fotovoltaico tradizionale.

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Se queste qualità saranno confermate, non è difficile immaginare che questa tecnologia avrà un successo importante nei prossimi anni. a ogni modo, crediamo che a prescindere dal successo particolare del lavoro di questo team, il tema indichi una delle direzioni di ricerca più importanti per il settore. Il futuro passa da questo tipo di invenzioni.

5 luglio 2013
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