Il fotovoltaico conviene ancora? Con il drastico calo degli incentivi al solare che ha caratterizzato gli ultimi due anni, e gli ultimi due Governi, sono in molti a chiederselo. Per fortuna, però, qualcuno ha anche delle risposte. Come la società di consulenza GlobalData, il cui analista Jonathan Lane si è concentrato sul prezzo dell’energia in Italia e UK e ha elaborato alcune conclusioni interessanti.

Investire nel solare, secondo Lane, non solo conviene ma è anche vivamente consigliato in questi due paesi: se i cittadini italiani e inglesi non installano in fretta un bel tetto fotovoltaico, a breve rischiano il salasso sulla bolletta elettrica.

Lane ricorda come nel mercato europeo dell’energia elettrica ci sia attualmente una variabile fortemente destabilizzante: il prezzo del gas naturale, previsto in forte crescita nei prossimi anni. Per motivi diversi Italia e Inghilterra pagano più caro degli altri paesi il rifornimento di gas naturale e, di conseguenza, il KWh prodotto dalle centrali elettriche a metano.

I sussidi statali alle rinnovabili aggiungono qualche centesimo al prezzo finale dell’energia elettrica ma, secondo Lane, sono più un’opportunità che un vero e proprio costo:

Gli incentivi alle rinnovabili sono un costo e un’opportunità per i consumatori domestici di energia. Coloro che potranno finanziare l’installazione del solare fotovoltaico, o prendere in prestito i soldi per farlo, dovrebbero investire. Quelli che non potranno, invece, dovranno pagare di più.

E sull’Italia in particolare Lane ritiene che

Questo è il momento di investire nel solare italiano, e le utilities dovrebbero entrare in contatto con i consumatori per installare e gestire i pannelli tramite contratti di fornitura. Certamente, è possibile che il solare fotovoltaico inizi a far scendere i prezzi dell’elettricità in Italia dopo il 2014

La visione di Lane è forse un po’ troppo generica e riduttiva: la convenienza del fotovoltaico italiano è oggi garantita, nel caso si voglia usufruire degli incentivi del Quinto Conto Energia, solo se si consuma buona parte dell’energia prodotta. Questo perché il Governo Monti ha tolto lo scambio sul posto per gli impianti incentivati.

Un recente pronunciamento dell’Agenzia delle Entrate, poi, chiarisce che il guadagno ottenuto con gli incentivi al fotovoltaico rientri nel computo dell’Irpef. Anche per piccoli impianti domestici, il che fa scendere ancor di più la convenienza del Quinto Conto Energia.

C’è una seconda ipotesi: non prendere gli incentivi ma detrarre il 55% della spesa dell’impianto dall’Irpef tramite le detrazioni per le ristrutturazioni energetiche degli edifici (finché durano, ovviamente). In questo caso è possibile mantenere lo scambio sul posto, ma non si hanno incentivi per ogni KWh prodotto e neanche ulteriori obblighi fiscali e aggravi sull’Irpef.

Se e quanto conviene il fotovoltaico oggi, quindi, dipende molto dal reddito familiare e dallo stile di consumo dell’elettricità. Ma su un paio di cose Lane e GlobalData hanno probabilmente ragione: il prezzo del gas naturale continuerà a incidere fortemente sulla bolletta elettrica italiana e, a un certo punto, sarà così alto da rendere conveniente persino il fotovoltaico incentivato.

A quel punto consumare l’energia elettrica prodotta dal sole sarà più economico che usare il gas per produrla. Sta già avvenendo e gli operatori del termoelettrico ne soffrono notevolmente, ma forse proprio il 2014 sarà l’anno decisivo.

9 gennaio 2013
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