Fotovoltaico: installatori UE contrari ai dazi anti dumping

Solo il 44% degli installatori europei di fotovoltaico sarebbe favorevole all’introduzione di dazi doganali per contrastare la concorrenza sleale dei produttori cinesi. Lo rivela un sondaggio effettuato da Research EuPD dopo l’avvio, da parte dell’Ue, di un’indagine formale sul presunto comportamento scorretto delle aziende made in China.

Una delle possibilità è proprio quella di introdurre del dazi anti dumping per contrastare la concorrenza sleale, colo lo scopo di proteggere i produttori comunitari. Che, forse un po’ inaspettatamente, non sembrano però gradire la prospettiva delle misure punitive.

Il sondaggio è stato condotto su un campione di 875 installatori attivi nei quattro principali mercati europei del fotovoltaico: Germania, Italia, Regno Unito e Francia. Oltre l’85% degli intervistati si è detto a conoscenza dell’indagine dell’Ue e delle accuse rivolte ai concorrenti cinesi da parte di EU ProSun, ma solo il 44% si è dichiarato favorevole ai dazi compensativi contro il fotovoltaico cinese. Una percentuale simile, il 42%, è invece contraria.

Commenta Markus Lohr, Senior Analyst di EuPD Research:

Mentre coloro che sono a favore dei dazi compensativi ragionano in termini di argomentazioni morali e legali, la maggior parte di chi si oppone offre motivazioni di carattere economico.

Secondo un recente studio realizzato da Alliance for Affordable Solar Energy, l’introduzione di dazi doganali e altre misure per contrastare la concorrenza sleale dei produttori fotovoltaici cinesi potrebbe determinare la perdita di migliaia di posti di lavoro in Europa, nel settore solare e non solo.

23 novembre 2012
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento