L’industria fotovoltaica tedesca si è pronunciata contro le misure anti-dumping europee, chiedendo l’abolizione del prezzo minimo imposto sui pannelli solari importati dalla Cina.

A chiedere di abbattere tutte le barriere sulle importazioni, sbloccando il mercato fotovoltaico in Germania, sono stati tre colossi energetici tedeschi: la Wacker, la Baywa r.e. e la MVV.

Le tre compagnie si sono incontrate a Berlino per discutere del futuro del solare tedesco. Tutte e tre hanno concluso che le misure anti-dumping stanno ostacolando la crescita del settore.

Christian Westermeier, vicepresidente della Wacker Chemie, ha chiesto di eliminare tutti gli ostacoli al libero commercio. L’azienda chiede l’abolizione del prezzo minimo sui pannelli solari cinesi importati in Germania e sulle altre componenti fotovoltaiche extra-UE.

L’obiettivo della Wacker Chemie è di eliminare anche le tariffe minime imposte dal Governo cinese al polisilicio importato dalla Germania. La richiesta dei tre colossi energetici tedeschi arriva a pochi mesi dalla scadenza delle misure anti-dumping siglate tra l’Unione Europea e la Cina. L’accordo commerciale terminerà il 6 dicembre 2015, ma potrebbe essere rinnovato, senza subire modifiche, per altri 5 anni.

Secondo le aziende tedesche, questo accordo sta causando la perdita di migliaia di posti di lavoro e ha messo in ginocchio l’industria fotovoltaica tedesca, fino a qualche anno fa fiorente. Come spiega Westermeier:

Fissare un prezzo minimo per i pannelli solari importati dalla Cina ha impedito una riduzione dei prezzi del fotovoltaico.

Anche il ministro dell’Economia tedesco ha riconosciuto che le misure anti-dumping europee hanno paralizzato il mercato solare tedesco. Attualmente il settore impiega 60 mila persone in Germania. Secondo le stime, per ogni ulteriore gigawatt di potenza fotovoltaica installata nel Paese si verrebbero a creare dagli 8 mila ai 9 mila posti di lavoro.

Purtroppo, il calo delle nuove installazioni negli ultimi anni ha causato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Secondo Westermeier si parla di 160 mila posti di lavoro persi.

Eliminando tutte le barriere commerciali, secondo i leader delle industrie energetiche tedesche, il costo del fotovoltaico crollerebbe del 10% e si impedirebbe ad altri Paesi di avvantaggiarsi delle misure anti-dumping europee.

Senza più dazi sulle importazioni, nei prossimi 5-7 anni il costo del fotovoltaico potrebbe dimezzarsi. Entro il 2022 gli investimenti nel solare potrebbero essere competitivi anche in assenza di meccanismi di incentivazione.

22 giugno 2015
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