Il fotovoltaico italiano verso un netto taglio del giro d’affari. Queste le previsioni per il 2012 secondo alcune anticipazioni dell’analisi AT Kearney, secondo cui il solare italiano si attesterebbe sugli 11 miliardi di euro a fronte dei 21 registrati nel 2010. Ad imporre questo brusco rallentamento sarebbero i previsti tagli del Quinto Conto Energia e l’incertezza normativa che negli ultimi due anni ha reso instabile il settore.

Il fotovoltaico si presenterà quindi al Solarexpo di Verona il prossimo mercoledì con dati tutt’altro che confortanti riguardo le aspettative a breve termine. Una caduta netta stando a quanto affermato dal management di AT Kearney Italia:

Un vero e proprio crollo – commenta Marco Andreassi, managing partner di At Kearney Italia – che non si arresterà neanche nel 2013. La ripresa potrebbe arrivare dal 2014, quando il fotovoltaico raggiungerà la competitività industriale, non assistita, per la generazione di energia nelle ore di picco.

La speranza del settore fotovoltaico resta quindi ancorata alla prospettiva del raggiungimento della grid parity, la capacità di essere competitivi sul mercato prescindendo dai contributi statali. Un orizzonte che sembra essere vicino anche a giudizio di Vittorio Chiesa, direttore Energy & Strategy group del Politecnico di Milano:

Esistono impianti residenziali con un prezzo medio sotto i 3mila euro al kW, Iva compresa, in Calabria, Sicilia e Sardegna che hanno già raggiunto la grid parity – dice Chiesa -. Il percorso verso la parità del costo dell’energia con le fonti tradizionali è dovuto soprattutto al calo dei prezzi (oltre -40% nel caso dei moduli classici solo nel 2011). Per le taglie di impianti tra 200 e 400 KW è probabile che il punto di equilibrio verrà raggiunto a fine 2014, quando verosimilmente non ci saranno più incentivi nuovi.


Le prospettive di ripresa per il settore ci sono quindi, ma sarà necessario reggere l’urto che i prossimi due anni potranno avere sul fotovoltaico nazionale. La ricetta per superare il momento di crisi secondo Andreassi è di puntare al consolidamento, agendo però sul mercato internazionale:

Cavalcare il consolidamento anche oltre i confini nazionali, e non subirlo, diventa ora un imperativo per sopravvivere, ricercando accordi con i leader mondiali per sinergie di scala e sourcing competitivo.

7 maggio 2012
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