In molti si chiedono ancora per quale motivo si sia investito così tanto sul fotovoltaico negli ultimi anni. La tesi è la solita: si tratterebbe di una tecnologia non competitiva e lo Stato coi suoi finanziamenti non avrebbe fatto altro che drogare un settore che non sarebbe mai sopravvissuto lasciato solo sul mercato.

L’analisi è per molti versi veritiera, ma dimentica che proprio grazie agli incentivi statali, oltre a un boom di vendite abbiamo assistito a uno sviluppo tecnologico notevole. Oggi come oggi la Grid Parity non è un risultato lontano nel tempo, ma un obbiettivo concreto in via di conseguimento. Come i nostri lettori sapranno bene, sono decine le voci che ormai parlano del fotovoltaico come tecnologia competitiva, in prospettiva anche più delle fonti fossili.

Fra queste analisi diamo oggi spazio a quella realizzata Aba Impianti, azienda milanese molto attiva nel campo. In pratica, si tratta di una stima teorica estremamente interessante: s’immagini un’azienda situata presso L’Aquila con consumi da 70.000 kWh. Mettiamo che quest’azienda in assenza di finanziamenti statali decida comunque di investire su un impianto fotovoltaico da 72 kW, capace di garantirgli 100.000 kWh. Calcolando il costo dell’impianto, la manutenzione annuale, i tassi di interesse sull’investimento e il risparmio in bolletta la conclusione è che in 8 anni l’operazione andrebbe in pari.

Ovviamente, si tratta di una stima teorica astratta: eppure segnala due punti importanti:

  1. intanto, che il fotovoltaico è già oggi una tecnologia competitiva, almeno in molte situazioni;
  2. infine, che aziende come Alba Impianti stanno cominciando a dare messaggi chiari al mercato: anche con i tagli previsti nel Quinto Conto Energia, le nostre offerte restano interessanti.

In effetti, il rischio è che una legge troppo punitiva spaventi eccessivamente i potenziali clienti, creando una flessione maggiore di quanto non ci si possa già aspettare.

Fonti: Energia24.

28 maggio 2012
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