Un calo dell’occupazione del 50%: sono i dati riguardanti il settore del fotovoltaico, diffusi dal ministero federale dell’Economia e dell’Energia tedesco. Dagli oltre 100 mila impiegati nel settore solare nel 2012, infatti, la Germania è passata ai 56 mila impiegati del 2013.

Secondo quanto dichiarato dal segretario di Stato per l’Economia e l’Energia, Rainer Baake, il boom occupazionale avuto nel 2012 non era sostenibile e, in futuro, la capacità di gestire in modo razionale l’espansione del settore fotovoltaico sarà cruciale per la sicurezza del settore stesso.

In Germania, attualmente, sono 371.400 le persone sono impiegate nel settore dell’energia rinnovabile: secondo il ministero, oltre il 70% di questi posti di lavoro sono da attribuire all’influenza dell’Erneuerbare-Energien-Gesetz (EEG), ovvero la nuova legge sulle energie rinnovabili.

Secondo il rapporto, le riforme dell’EEG attualmente in discussione, potrebbero influenzare ulteriormente la situazione occupazionale in senso negativo: per evitarlo, mentre i produttori cercheranno di aumentare le esportazioni, sviluppatori e investitori dovrebbero cambiare il proprio approccio ai progetti su larga scala, in particolare data la riduzione sugli incentivi.

Un’altra iniziativa contenuta nell’EEG che potrebbe portare a critiche è quella di tassare ulteriormente l’autoconsumo, idea proposta dal ministro federale Sigmar Gabriel per contenere i costi di servizio e di rete: la contraddizione sta nel fatto che i grandi produttori sarebbero esentati dalla sovrattassa.

Ma, secondo l’analisi fatta dagli esperti del ministero, l’EEG contiene altri imput che potrebbero stimolare il settore verso un più generale riequilibrio delle forze: come il piano per l’ottimizzazione dei consumi degli impianti residenziali e il regime di aiuti ai sistemi di stoccaggio e conservazione dell’energia fotovoltaica.

28 maggio 2014
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