Le spedizioni dei moduli fotovoltaici sosterranno il mercato dell’energia fotovoltaica durante il corso dell’anno: a dirlo sono le previsioni dell’ultimo Module Tracker Quarterly report di NPD Solarbuzz, che ha stilato la top 20 dei produttori di moduli solari.

I 20 principali produttori di moduli fotovoltaici coprono i due terzi delle spedizioni globali: se la crescita continuerà a questo ritmo, secondo NPD, a fine 2014 la domanda potrebbe toccare i 50 GW.

In testa come sempre Cina e Giappone: secondo lo studio, le prime venti aziende produttrici di moduli guidano un aumento delle spedizioni del 30%. Tra queste ci sono Yingli, Trina Solar, Canadian Solar, ReneSola e Jinko Solar, per cui è prevista una crescita particolarmente aggressiva con un possibile balzo finale del 40%.

L’aumento maggiore è previsto per Yingli Green Energy: se l’azienda dovesse confermare le previsioni degli analisti toccando quota 4.2 GW otterrebbe, per il terzo anno consecutivo, il primo posto in classifica.

Ray Lian, analista senior di NPD Solarbuzz, ha spiegato:

Nel settore dei moduli solari, le aziende top twenty coprono i due terzi delle spedizioni globali e forniscono i principali indicatori di crescita del settore e le tendenze dei prezzi. Supponendo che i principali fornitori raggiungano i tassi di crescita previsti, la domanda a fine nel 2014 si avvicinerà ai 50 GW.

Non solo la Cina: grazie a Sharp e Kyocera anche il Giappone colleziona ottimi risultati. Per entrambe le aziende, NPD prevede un aumento delle spedizioni di moduli solari del 15%.

Lian ha concluso:

Oltre a beneficiare di una forte crescita della spedizione nel 2014, i primi 20 fornitori di moduli aumenteranno anche i propri margini di profitto. La crescita sarà trainata soprattutto dalla riduzione dei costi di produzione e dai minori investimenti in nuovi impianti di produzione.

22 maggio 2014
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I vostri commenti
Anna, venerdì 11 luglio 2014 alle20:54 ha scritto: rispondi »

Ma come, i pannelli li fanno prevalentemente in Cina e Giappone? Ed allora perchè continuano a dirci che lo sviluppo della "green economy" delle Rinnovabili crea una valanga di occupazione? A meno che il riferimento non sia appunto che tale valanga di occupazione si realizza in Cina (e noi la paghiamo lautamente) e non a casa nostra! Ci dev'essere qualcosa che non quadra, in quello che ci raccontano e non riguarda dove si nproducono questi pannelli, perchè questo è certo.

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