Dalla Cina arrivano ulteriori conferme al fatto che il Governo di Pechino sta mettendo nuovamente mano al suo piano energetico per rispondere ai dazi doganali al fotovoltaico già imposti dagli Stati Uniti, e ai probabili dazi europei, incentivando il mercato interno.

Una strategia del genere era stata prevista già quest’estate da IMS Research e ora è confermata da Meng Xiangan, vice direttore della associazione no profit cinese delle rinnovabili China Renewable Energy Society (CRES). Spiega Meng Xiangan:

Un documento su come State Grid [società pubblica che ha in Cina un ruolo molto simile alla nostra Enel con in più la proprietà della rete ad alta tensione, come la nostra Terna] supporterà l’industria fotovoltaica cinese è stato consegnato al Governo centrale ed è in attesa di approvazione.

State Grid, in pratica, potrebbe consentire alle compagnie che gestiscono le reti elettriche locali a livello cittadino di approvare l’allacciamento di impianti fotovoltaici sotto i 10 MW di potenza. Chi costruisce l’impianto, poi, non pagherà i costi di connessione alla rete e avrà procedure burocratiche semplificate. Continua Meng:

Gli ostacoli che le compagnie incontrano nella connessione alla rete nazionale sono i problemi maggiori per l’industria del solare fotovoltaico. Il nuovo piano aiuterà a risolvere il problema e ciò mostra la determinazione del Governo centrale a supportare lo sviluppo dell’industria solare risolvendo i problemi di connessione.

Tuttavia, nessuno può dire quando il nuovo piano pro fotovoltaico verrà approvato e attuato in Cina. Tuttavia, un dirigente del Ministero dell’Energia ha confermato a China Daily che c’è già un gruppo di burocrati e analisti che è stato formato per lavorare alla scrittura di piani che aiutino l’industria solare domestica.

Ci sono zone della Cina, come quelle occidentali, dove le potenzialità di sfruttamento del fotovoltaico sono enormi ma la rete elettrica è assolutamente carente. Proprio in questo contesto si dovrebbe concentrare l’attività di questa task force solare voluta da Pechino.

Il risultato dovrebbe essere il raggiungimento dei 15 GW di potenza installata in Cina, cioè poco meno della potenza fotovoltaica attuale italiana, entro il 2015. Rispetto al precedente piano 2011-15 si tratta di 5 GW in più. Potenza che verrà incentivata con un Conto Energia da 6 a 9 centesimi al kWh prodotto da questi impianti di produzione distribuiti nel territorio.

La tariffa incentivante, che è divisa in sussidi locali e centrali, sembra a noi occidentali molto bassa. Ma per il mercato cinese non lo è affatto visti i costi dei pannelli fotovoltaici prodotti e venduti in Cina. E, infatti, sono già molti produttori di fotovoltaico cinese che si stanno mettendo all’opera per sviluppare il mercato interno: Trina Solar, ad esempio, tramite il suo vice presidente Colin Yang ha reso noto di essere al lavoro con le autorità locali cinesi su progetti di fotovoltaico distribuito. Sui costi Yang mostra di aver imparato la lezione europea:

Un sano sviluppo a lungo termine dell’industria solare dipende da quando verrà raggiunta la grid parity. Speriamo di raggiungerla con la cooperazione tra pubblico e privato

23 ottobre 2012
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cosimo, mercoledì 24 ottobre 2012 alle9:28 ha scritto: rispondi »

speriamo si diano da fare a coprire i tetti delle case cinesi e dei capannoni industriali cinesi. In quel caso soldi da spendere nella rete di trasmissione ne servirebbero molto di meno dato che la maggior parte dell'energia prodotta andrebbe in auto consumo a tutto beneficio dell'ambiente dato che un kwh di energia elettrica da fotovoltaico è un kwh in meno prodotto con il carbone

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