Il Ministero del Commercio cinese ha deciso di imporre dazi punitivi fino al 57% sulle importazioni di silicio policristallino dagli Stati Uniti e dalla Corea del Sud. La decisione è considerata dagli addetti ai lavori come una reazione all’introduzione da parte degli USA di tasse doganali fino al 250% sui moduli fotovoltaici cinesi, avvenuta nel 2012.

Lo scorso anno, in risposta alla decisione di Washington, la Cina aveva avviato un’indagine sulla presunta concorrenza sleale della materia prima proveniente da Corea del Sud e Stati Uniti. Nel mirino del governo cinese, in particolare, è finita l’esenzione fiscale esistente negli USA per il cosiddetto settore manifatturiero energetico avanzato, che è stata considerata appunto una misura di dumping.

I nuovi dazi varati da Pechino entreranno in vigore il prossimo 24 luglio. Gli importatori cinesi di polisilicio americano dovranno pagare una tassa doganale compresa tra il 53,3% e il 57%, a seconda del margine di dumping stabilito dallo stesso ministero del Commercio. Il materiale proveniente della Corea del Sud, invece, sarà tassato a percentuali comprese tra il 2,4% e il 48,7%.

Tra i più colpiti dal provvedimento ci saranno gruppi come REC Solar Grade Silicon e REC avanzate Silicon Materials. Oltre a un aumento dei consti per le materie prime, la misura dovrebbe servire a promuovere, nelle intenzioni del governo cinese, la produzione interna di silicio policristallino.

Nelle scorse settimane, Pechino aveva deciso di risparmiare i dazi antidumping ai produttori europei, e in particolare tedeschi, di silicio policristallino, dopo l’accordo con la Germania raggiunto all’inizio di luglio.

Sempre sul versante UE, inoltre, i negoziatori cinesi ed europei stanno lavorando intensamente a Bruxelles nel tentativo di trovare una soluzione alla controversia commerciale in corso che ha portato all’introduzione di dazi provvisori sui prodotti fotovoltaici cinesi importati nel Vecchio Continente.

19 luglio 2013
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