Una cella solare che è anche una batteria ricaricabile: a metterla a punto sono stati i ricercatori della Ohio State University. Il rivoluzionario dispositivo, in attesa di brevetto, è stato descritto sulla rivista scientifica Nature Communications.

Per costruire il singolare pannello solare gli ingegneri chimici dell’ateneo americano hanno sfruttato le caratteristiche fisiche di una struttura a maglie. Grazie alle fessure presenti in superficie, l’aria riesce a entrare all’interno della batteria. A questo punto, attraverso un procedimento molto complesso, gli elettroni vengono trasferiti dal pannello solare all’elettrodo della batteria.

Il meccanismo adopera un additivo di ioduro che funziona come una sorta di navicella spaziale, trasportando gli elettroni dall’elettrodo della batteria alla cella solare. All’interno del dispositivo, la luce e l’ossigeno rendono possibili diverse reazioni chimiche in grado di ricaricare in modo assolutamente naturale la batteria.

Il progetto dei ricercatori statunitensi potrebbe rivoluzionare la produzione fotovoltaica. L’ateneo ha infatti deciso di concedere la licenza del brevetto all’industria solare al fine di tagliare i costi del fotovoltaico. Come ha illustrato uno degli autori dello studio, il professor Yiying Wu:

Oggi si utilizza un pannello solare per catturare la luce, e una batteria a buon mercato per immagazzinare l’energia prodotta. Noi abbiamo integrato le due funzioni in un unico dispositivo. Ogni volta che si riesce a fare una cosa simile, si riducono notevolmente i costi.

Secondo le stime dell’équipe di ricerca, nello specifico, grazie a questo dispositivo, i costi si abbasserebbero di ben il 25%. Il principale nodo sciolto per merito di questa invenzione è la perdita di energia elettrica che si verifica quando gli elettroni compiono il percorso tra la cella solare e una batteria esterna.

In genere solo l’80% degli elettroni che fluiscono da una cella solare vanno effettivamente a comporre la batteria. Con questo nuovo pannello fotovoltaico ibrido la luce viene convertita in elettroni all’interno della batteria e si riesce a preservare quasi il 100% degli elettroni, migliorando notevolmente l’efficienza delle celle solari.

6 ottobre 2014
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I vostri commenti
Luigi Paolo, domenica 25 gennaio 2015 alle18:58 ha scritto: rispondi »

Non posso che condividere quello che ha detto Giorgio qui sopra. Mi sto dannando : A chi faccio fare un gruppo di accumilo e leggo che in Germania da un sondaggio lo sconsigliano. Devo cercare un sistema di Riscaldamento/raffreddamento casa e acqua calda sanitaria, sperando non si rivelerà gia superato ancor prima di averlo scelto.. Ogni giorno se ne presenta uno che mi dice tutto il contrario di quello che mi ha detto un'altro il giorno prima. Pompe di calore aria acqua, termodinamico, geotermico....... e ogni soluzione di queste hanno una infinità di varianti. E ogni soluzione annulla e sostituisce la precedente. Se poi senti gli elettricisti, gli idraulici, che sanno poco o niente, ma pretendono di saperne una più del diavoòo.......... Mi sa che l' ultimo dal quale riceverò una proposta, un minuto prima di decidere, sarà quello che canterà vittoria.

giorgio, martedì 7 ottobre 2014 alle8:30 ha scritto: rispondi »

buondì, io più che un commento mi trovo nella situazione che non so a chi rivolgermi di seriamente competente per far valutare le proposte di un impianto fotovoltaico da 6,5kw, io non conosco la materia e ho la necessità di essere guidato. Forse non servirà questa mia, ma vi posso assicurare che siamo in tanti a non saperci muovere, confrontare,consigliare sul da farsi, se mi date una mano ve ne sarò grato, diversamente continuate a informarci chissà che anche i più duri come me alla fine possano capire un po di più. Grazie dell'attenzione

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