La Germania perderà il suo primato europeo come produttore di energia solare entro l’anno: lo prevede NPD Solarbuzz, che spiega come sia il Regno Unito, il principale candidato a leader del fotovoltaico nel Vecchio Continente.

Secondo il report di NPD Solarbuzz la Germania ha installato poco più di 1 GW di nuova capacità nella prima metà del 2014: una differenza sostanziale rispetto ai primi sei mesi del 2012 e del 2013, quando il Paese aveva installato rispettivamente 4,4 GW e 1,8 GW.

Nello stesso periodo del 2014, il Regno Unito ha introdotto quasi 1,4 GW di nuova capacità solare, secondo i dati del Department of Energy and Climate Change (DECC). Inoltre, entro la fine del decennio, il Paese potrebbe toccare i 22 GW di potenza fotovoltaica installata.

Con 572.102 impianti fotovoltaici in esercizio alla fine di giugno, secondo il DECC, il Paese è sulla buona strada per arrivare all’obiettivo del 15% di energia solare nel mix delle fonti rinnovabili, entro il 2020.

Malgrado attualmente la Germania abbia una capacità fotovoltaica cumulativa pari a 36 GW, il Paese è destinato a perdere la sua leadership: lo stallo, secondo i ricercatori di NPD, è dovuto soprattutto ad alcune mosse del governo, tese a modificare il regime della produzione energetica.

Tre le iniziative che hanno favorito il calo produttivo, secondo la società di analisi: la riduzione degli incentivi, l’imposizione di un tetto allo sviluppo dei progetti e la revisione della “German Renewable Energy Act” (EEG), la legge sulle rinnovabili.

In particolare, la revisione dell’EEG, in vigore dal 1 agosto, comporterà un aumento degli oneri sull’autoconsumo: malgrado restino fuori gli impianti inferiori ai 10 kW, quelli che superano questa capacità saranno progressivamente sottoposti ad aumenti, che toccheranno il 40% entro il 2017.

Un altro elemento che scoraggia la produzione è l’obbligo di vendita diretta sul mercato per gli impianti di dimensioni superiori a 100 KW, che partirà dal 2016, anziché dal 2017, come annunciato in precedenza.

Il Regno Unito, al contrario, è sulla buona strada per il raggiungimento degli obiettivi in materia di rinnovabili: secondo i dati di NPD Solarbuzz, dovrebbe raggiungere i 2,9 GW di potenza fotovoltaica entro l’anno, più del doppio rispetto al 2013.

Avvertono però gli analisti, la leadership britannica potrebbe durare poco: anche qui sono state introdotte modifiche agli incentivi da parte del governo al fine di contenere la domanda, per cui si attende la reazione dei produttori.

Gli incentivi rimangono infatti il metodo di sostegno più efficace per il Regno Unito: ma il governo ha annunciato di voler eliminare il sostegno ai progetti superiori a 5 MW entro il prossimo anno, anziché entro il 2017. Inoltre, avvertono gli analisti, la modifica dei Renewable Obligations certificate (ROC), annunciata da tempo, potrebbe aver implementato la produzione in modo particolarmente intenso ma non stabile.

L’introduzione dei contratti per differenza, Contracts for Difference (CfD), meno remunerativi rispetto ai precedenti, potrebbe infatti invertire il trend di crescita del settore solare nel Regno Unito e rendere effimero il primato europeo appena conquistato.

4 agosto 2014
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