Prosegue la guerra commerciale sul fotovoltaico fra Cina ed Europa. Al centro della contesa ci sarebbe il prezzo minimo proposto dalla UE per i moduli fotovoltaici, su cui sono ancora in corso complesse trattative.

La trattativa è cruciale per l’intero settore, visto che il 5 agosto scade la prima fase delle misure antidumping: da imposte dell’11,8% l’Europa passerà al 47,6%. Per questo motivo, i cinesi sostengono che abbassare ulteriormente il prezzo minimo dei moduli sarebbe come colpirli con nuove misure protezionistiche.

Alcuni produttori come Ja Solar e Yingli non avrebbero pianificato, secondo quanto riportato su PV Magazine, produzioni per l’import in Europa per il mese di luglio: alcuni dei prodotti però, fino a ieri sono stati trasportati in Europa dalla Croazia, in particolare quelli di “Tier 1″.

Da oggi tutti i prodotti cinesi stoccati in Croazia, potranno essere venduti in UE senza l’onere della tassa antidumping, ma allo stesso tempo, proprio a causa dell’entrata in UE del Paese balcanico questo escamotage diventa inservibile per i produttori cinesi.

Ottenere un accordo vantaggioso sui prezzi diventa quindi sempre più importante per i produttori cinesi e non solo: fonti delle due delegazioni hanno riferito che l’intesa dovrebbe essere raggiunta entro la scadenza di agosto o, al massimo, entro dicembre 2013.

2 luglio 2013
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