Dopo un periodo di contrazione, dovuto anche alla diminuzione degli incentivi in vari paesi europei, il settore fotovoltaico attende la ripresa nel 2013. La gran parte degli analisti, infatti, sono d’accordo nel dire che, nel corso di questo anno, la potenza mondiale installata dovrebbe toccare quota 35 GW, per poi arrivare a 52 GW nel 2015. Gli scenari d’investimento, però, hanno subito una ridefinizione negli ultimi anni: mentre l’Europa continua a perdere centralità, trainata solo da Germania e Gran Bretagna, Stati Uniti e Cina si impongono definitivamente come leader del settore, seguite da economie in crescita come Brasile, Giappone, Canada e India.

Sono questi i dati previsionali pubblicati da Ernst & Young, nel decimo report annuale Renewable Energy Country Attractiveness Index, che stila la classifica dei 40 stati con le maggiori opportunità d’investimento nel settore fotovoltaico per il 2013. E i fattori da considerare sono molti: da quelli strutturali come la quantità e la qualità delle radiazioni solari, a fattori politico-normativi, come la stabilità del sistema di incentivi e la lungimiranza dell’azione legislativa, fino allo stato di salute delle imprese energetiche. Per stilare questo decimo indice E&Y ha migliorato il suo sistema di rating, per riflettere meglio i cambiamenti nel mondo delle energie rinnovabili. Ben Warren, responsabile del settore cleantech transations per E&Y, ha spiegato:

I fondamentali del mercato, come la crescita della domanda di energia, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e la convenienza delle energie rinnovabili sono diventati oggi i fondamentali più importanti per analizzare la crescita delle energie pulite. La metodologia, opportunamente riveduta, ci permette di analizzare l’attrattività degli investimenti di ciascun mercato molto più efficacemente considerando e ponderando anche questi fattori.

Secondo E&Y, l’investimento globale in energia pulita è cresciuto a 269 miliardi di dollari nel 2012, un aumento di cinque volte dal 2004, il primo anno di pubblicazione dell’indice. Vediamo quindi, i paesi più quotati secondo il decimo Renewable Energy Country Attractiveness Index, che suddivide l’analisi in tre macrosettori: macro drivers, energy market drivers, technology-sopecific drivers:

  • Stati Uniti. Secondo l’indice di E&Y battono gli altri competitor: il punteggio assegnato agli USA, che sorpassano Cina e
    Germania è di 71.6. Grandi risultati degli States nei macro drivers, con un punteggio di 73.6, in particolare per la stabilità del sistema economico, la facilità con cui gli affari vanno in porto e l’immediatezza dei finanziamenti per le imprese energivore;
  • Cina. Secondo posto per il gigante asiatico, che realizza un punteggio di 70.7 e scende così dal primo posto del podio. Sebbene la Cina ottenga alti punteggi nella macro area technology drivers, risulta carente nelle altre due macroaree, in particolare per ciò che riguarda il finanziamento delle imprese. Inoltre, le pesanti barriere in entrata rendono poco attraente il mercato cinese agli occhi degli investitori stranieri. Malgrado questo, la crescente domanda di energia pulita, il suo uso strategico come fonte di approvvigionamento locale e il ruggente PIL cinese fanno di questo mercato il secondo al mondo per possibilità dio investimento nel settore fotovoltaico;
  • Germania. A tenere alta la bandiera europea, nelle prime tre posizioni, è solo la Germania, che realizza un punteggio di 67.6, seguita dall’Australia al quarto posto, con 60. 6, e dalla Gran Bretagna al quinto con 60.0. A incidere sul “declino” dell’Europa come terra di investimenti è stata sicuramente l’incertezza politica e la frammentarietà delle strategie complessive. Inoltre, sia Germania che UK hanno bassi punteggi nel settore prioritization of renewable, segno di una perdita di interesse sia economico che politico per il problema delle fonti rinnovabili. L’Australia, per contro, aumenta la sua attrattività, confermando il trend di crescita della zona Asia Pacifico, insieme ai paesi che la seguono;
  • Giappone, Canada e India. Al sesto, settimo e ottavo posto altri tre mercati emergenti: due dell’area Asia Pacifico, e uno appartenente al continente americano. Il Giappone si aggiudica un punteggio di 59.4, con importanti risultati nel settore macro drivers, mentre l’India, all’ottavo posto con un punteggio di 54.9 eccelle in particolare nelle tecnologie solari e nella priorità assegnata alle energie rinnovabili. In mezzo c’è il Canada, mercato già relativamente stabilizzato che realizza un punteggio di 57.8, trainato dalla provincia dell’Ontario;
  • Francia, Belgio e Italia. Per imbattersi in altri paesi del vecchio continente si devono scorrere le posizioni fino al nono, decimo e undicesimo posto. La Francia, con 54.0, gode della stabilità nei macro drivers, dove realizza un 64.6, ma arranca sulla prioritization e sullo sviluppo delle tecnologie. Il Belgio la segue con un piccolo scarto (53.9) e migliori prestazioni nelle areee prioritization of renewable ed ease of doing business. Infine l’Italia all’undicesimo posto con un punteggio di 53.7: carente nell’area macro drivers con punteggi tutti sotto il 50, va meglio nell’area Energy market drivers, con migliori prestazioni per quanto riguarda il sistema di finanziamento delle banche;
  • Corea del Sud. A confermare la presenza dei paesi asiatici, al dodicesimo posto c’è la Corea del Sud Corea con 52.7: negli ultimi anni, infatti, il paese ha cercato di stimolare il finanziamento pubblico e privato alle imprese produttrici di energia verde;
  • Brasile e Cile. Menzione speciale per Brasile e Cile che, insieme al Perù, si confermano i leader dell’area latino-caraibica. Ma il Brasile, al 15esimo posto con 50.7, secondo gli analisti sta vivendo un recentissimo periodo di turbolenze normative: le prestazioni del Paese BRIC risentono in gran parte di questa situazione. Cile e Perù, malgrado la posizione in assoluto nell’indice – rispettivamente al 18esimo e al 26esimo posto- hanno grandi aspettative per il 2013, mentre l’Argentina arranca e resta fuori dalle prime 40 posizioni.

3 giugno 2013
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